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<title>Roberto Carvelli</title><link>http://www.carvelli.it/dblog/</link>
<description>Roberto Carvelli</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Diario del (grande) gelo]]></title>
	<description><![CDATA[Camminiamo pattinando sulla Tuscolana incerti sul da farsi. Cio&egrave; camminare. Ovvero camminiamo incerti. Oggi si va cos&igrave; in immaginarie tute turchese scintillante con sbuffi e volteggi. Per ora senza cadute reali. Ma immaginate s&igrave;.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3366]]></link>
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	<dc:date>2012-02-05T13:53:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Diario della (molta) neve]]></title>
	<description><![CDATA[Finalmente &egrave; arrivata la neve &egrave; ha fatto bianchi i due giardini. Quello di dietro, dove scrivo, proietta una luce abbagliante nella stanza. Sul divano il mio gatto google conta le pecore o i topi o i pappagalli o i pettirossi che ha ucciso come il killer seriale che &egrave;. Ma non questo a cui ho dato da mangiare un po' di fette biscottate e che va e viene un po' impaurito. Ogni tanto il limone si scrolla di dosso un po' di neve. Sul sentiero le impronte di google che comunque ha voluto fare una mezzora di passeggiata prima di ricadere nel sonno invernale. Io al pc scrivo sistemando i lavori in corso che viaggiano in parallelo al mio lavoro gi&agrave; corso. Le casse mandano un vecchio cd di gillespie e machito ed &egrave; l'unica cosa equatoriale della giornata. Fuori un silenzio spettrale e nemmeno un segno di ruote sulla strada ma il mio emporio indiano non cede neppure davanti al gelo e promette una salvezza alimentare di cui comunque non avr&ograve; bisogno. Il telefono tace come &egrave; giusto che sia oggi. Compreso il team di calcetto che, come la serie A, credo abbia accettato seppur a malincuore il salto del turno. Il resto ce lo diremo dopo il disgelo. Almeno quello atmosferico. ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3365]]></link>
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	<dc:date>2012-02-04T10:06:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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	<title><![CDATA[BJ and WE]]></title>
	<description><![CDATA[<a href="http://youtu.be/8t-I-Lqy06g">http://youtu.be/8t-I-Lqy06g</a> <br /><a href="http://&lt;object width=" height="315">
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	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3364]]></link>
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	<dc:date>2012-02-03T14:56:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Diario della quasi neve]]></title>
	<description><![CDATA[Fiocchi qui o l&igrave;, dicono. Bianco qui o l&igrave;, riferiscono. Qui solo pioggia. Qui solo acqua e ombrelli. Qui nient'altro che zuppame vario. Di stivali. Di scarponcini. Di caviglie scoperte. E di tante parole per dire ancora no. Non neve.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3363]]></link>
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	<dc:date>2012-02-03T09:38:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Anche oggi la stessa (buona) minestra: Arcade Fire. Questa si chiama Kettles e si sente]]></title>
	<description><![CDATA[<a href="http://youtu.be/kBhlRY5LpZw">http://youtu.be/kBhlRY5LpZw</a> <br /><a href="http://<object width="420" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kBhlRY5LpZw?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kBhlRY5LpZw?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>">.</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3362]]></link>
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	<dc:date>2012-02-02T16:17:30+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Una poesia di Kurt Marti (da Orazioni funebri - Crocetti)]]></title>
	<description><![CDATA[che sollievo <br />poter anche dire almeno una volta: <br />no non era efficiente <br />e cambiava spesso lavoro <br />no non era diligente <br />e lavorava soltanto <br />se non aveva altra scelta <br /><br />se no <br />preferiva leggere SPORT o PLAYBOY <br />si piazzava al cinema gi&agrave; al pomeriggio <br />(EDDIE CONSTANTINE era il suo preferito) <br />sorseggiava cognac nei caff&egrave; all’aperto <br />meditava sulla grazia delle donne <br />o sulle colombe sopra il campanile <br /><br />in primavera vagava <br />nel verde tenero e sfacciato dei campi <br />l’estate la passava a pancia all’aria <br />bene oliato e comodo in piscina <br />poi in autunno se ne andava <br />lungo i boschi silenziosi <br />prima di cercarsi per l’inverno <br />un lavoro <br />e un’amica <br />perch&eacute; non gli piaceva <br />passare le feste da solo <br /><br />che sollievo <br />in un mondo <br />che si scardina <br />per troppa efficienza: <br />un uomo che ha saputo <br />godersi i giorni buoni <br />prima che dopo qualche giorno cattivo <br />ora <br />arrivasse per lui l’ultimo <br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3361]]></link>
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	<dc:date>2012-02-02T09:00:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[...from living out in the snow]]></title>
	<description><![CDATA[<a href="http://youtu.be/Iz-WDk7Tbsc">http://youtu.be/Iz-WDk7Tbsc</a> <br /><a href="http://&lt;object width=" height="315">
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	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3360]]></link>
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	<dc:date>2012-02-01T14:37:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Iostat]]></title>
	<description><![CDATA[Alla fine s&igrave;, l'ho compilato il censimento. Buon ultimo o quasi, ho fatto il mio dovere, anche per l'ansia da multa serpeggiante. L'ho fatto online dopo aver perso il plico e aver richiesto con fatica nuove password. L'ho fatto veloce ma con tante domande. Qualcuno mi ha detto pi&ugrave; delle sue. A me &egrave; servito per riflettere sui miei tanti microspostamenti quasi tutti di quartiere. Un casa-ufficio di davvero imbarazzante rapidit&agrave;. Quasi un telelavoro anche se non so quanto ancora durer&agrave;. La casa intendo. Mi domando ora se il mio fosse vero telelavoro. Se fossi l&igrave; in pigaiama a digitare su una tastiera a conversare online coi colleghi e le colleghe. Che penseremmo ognuno dell'altro? Ci piaceremmo di pi&ugrave;? Ci troveremmo migliori? Pi&ugrave; interessanti? Pi&ugrave; bravi? Ci odieremmo di pi&ugrave; o ci ameremmo meglio? L&igrave; nel chiuso delle nostre case, davanti al nostro schermo, magari scrivendoci senza imbarazzi o con qualche cautela in pi&ugrave;? Ma tutte queste cose le penso io, non l'Istat. Per&ograve; mi piacerebbe che una delle domande mi avesse lasciato lo spazio per poter dire o immaginare che ne sarebbe di me senza spostamenti. Con gli spostamenti. In casa. Fuori casa. Senza metro e moto. ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3359]]></link>
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	<dc:date>2012-02-01T09:49:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Sebbene, sebbene... it's ok]]></title>
	<description><![CDATA[<a href="http://youtu.be/sZo8gUCt2hM">http://youtu.be/sZo8gUCt2hM</a> <br /><a href="http://&lt;object width=" height="315">
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	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3358]]></link>
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	<dc:date>2012-01-31T09:29:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Calamari a colazione]]></title>
	<description><![CDATA[Calamari a colazione. Dici compari/ ma io capisco/ calamari/ &egrave; che &egrave; presto/ e io non sono proprio un ragazzo/ sveglio/ anzi non sono proprio/ un ragazzo/ anzi/ non sono/ ancora.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3357]]></link>
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	<dc:date>2012-01-31T09:24:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Nell'ultimo numero di Internazionale (El Gusto)]]></title>
	<description><![CDATA[Nell'ultimo numero di Internazionale si parla di questo curioso Buena Vista SC algerino. Vi linko uno dei brani di questa orchestra.<br /><a href="http://youtu.be/8incLTxVuqc">http://youtu.be/8incLTxVuqc</a>&nbsp;<br /><a href="http://&lt;object width=" height="315">
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	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3356]]></link>
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	<dc:date>2012-01-30T15:46:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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	<title><![CDATA[L'ultimo Che ci faccio qui? (da paesesera)]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Restare o andare? Suggestioni dalla Magliana<br /></strong>di Roberto Carvelli</p>
<p>&ldquo;Da ragazzino in quel quartiere ci stava da schifo. Voleva andarsene a tutti i costi&rdquo; scrive Emanuele Ponturo ne L&rsquo;odio. Una storia d&rsquo;amore (fermento), e ce l&rsquo;ha con la Magliana. Certo &egrave; uno strano destino quello di nascere, vivere e, talvolta, morire in un quartiere di cui leggi pi&ugrave; in cronaca nera che in cronaca bianca. Di cui senti pi&ugrave; per morti ammazzati che buche dell&rsquo;asfalto. Tanto pi&ugrave; che, nell&rsquo;epoca in cui Ponturo scrive, la Magliana &egrave; nominata in associazione con quel &ldquo;Banda della&rdquo; che le ha dato pi&ugrave; onori in cronaca (e poi in letteratura e saggistica) delle catacombe di Generosa o di quel gioiello che &egrave; la chiesetta di Santa Passera. E sono solo due dei motivi di una bellezza non secondi all&rsquo;incanto del fiume che ci scorre giusto sotto. Eppure una cementificazione senza posa l&rsquo;ha resa un quartiere di densit&agrave; abitativa ordinatamente compulsiva. E l&rsquo;ordine, in questo caso, non ha nulla di particolarmente amabile. Tutti palazzi allineati, costruiti senza una fantasia architettonica, che hanno messo insieme famiglie una sull&rsquo;altra, una a fianco all&rsquo;altra e nessun posto per parcheggiare. &ldquo;Hotel Magliana. Una volta fuori dalla birreria, Stefano si era incamminato a piedi verso l&rsquo;albergo. Quando era arrivato, non immaginava che sarebbe stato cos&igrave; facile trovarne uno proprio da quelle parti, pensava di doversi spostare verso il centro. E invece l&rsquo;insegna stava l&igrave;, a poche centinaia i metri. (&hellip;) Un&rsquo;entrata anonima, un lungo corridoio, tendaggi pesanti, la statua di una Venere a lato della reception, una riproduzione kitsch fatta di gesso. (&hellip;) Un albergo nella periferia della Magliana, nel culo di Roma. (&hellip;)&rdquo;. In mezzo al nulla ripetuto di questi palazzi persino un albergo che, agli occhi del protagonista di questo nero Cappuccetto Rosso, Stefano, arriva come una sorpresa. S&igrave;, anche nella sua Magliana adolescenziale c&rsquo;&egrave; un luogo in cui distendersi anche se &egrave; per fare l&rsquo;amore a ore. Un amore che qui diventa un&rsquo;ossessione forse proprio per tutta quest&rsquo;ansia di costruire delle strategie di fuga. Reali e dal reale. Eppure la Magliana potrebbe essere bella. Vitale in tutti i suoi insistiti negozioni di cubatura sproporzionata. Arredamenti, cucine, moda. Supermercati a sfinimento: e viene da pensare a quanto quest&rsquo;ansia alimentare spesso vada di pari passo con la semplicit&agrave; e la povert&agrave; di un quartiere. Un corollario di autovendite che non ha quasi pari: marca per marca e con locazioni, anche in questo caso, sterminate. L&rsquo;EUR giusto l&igrave; in un orizzonte di marmo bianco, il cinodromo &ndash; ora centro sociale &ndash; a due passi e coi ricordi di chi scavalcava per andare a vedere di nascosto i levrieri correre dietro la lepre. In Germania, leggo da wikipedia, c&rsquo;&egrave; addirittura una cittadina, Fulda, in cui per gemellaggio col quartiere &egrave; nata una Maglianastrasse. Ma non mi viene da sorridere anzi mi scuote un orgoglio che, non abitandoci, potrei risparmiarmi. Ci finisco su Maglianastrasse &ndash; quella vera &ndash; in un sabato pomeriggio in cui gi&agrave; si sentono nell&rsquo;aria le premesse di serate in discoteca, capelli fatti o da fare, comitive, make up pesanti, nail art fantasiosa e a caro prezzo nonostante la crisi, perizomi: il tutto come se, similmente all&rsquo;ansia culinaria, la seduttivit&agrave; fosse direttamente proporzionale al bisogno di fuga. E finisco in un bar che sembra quasi un piccolo avamposto. Dar Negro: un museo di storia fotografica. Dentro c&rsquo;&egrave; l&rsquo;epica di un bar che non &egrave; un bar ma un quartiere. Che &egrave; stato radio, che &egrave; punto d&rsquo;incontro. Qui fuori s&igrave; che ci starebbe bene una di quelle orribili scritte &ldquo;e non solo&rdquo;. Ma, a riprova di un&rsquo;onest&agrave; di fondo, non &egrave; premessa da nessun invito la ridda di cose che ci puoi trovare. Dalla pentola al detersivo, al surgelato, al domopak. Alla parete si allinea una vicenda personale che passa tutti i pantaloni: a tubo, a zampa di elefante, attillatissimi, di pelle nera. E i mocassini e le vacanze e le star di passaggio. Delle volte penso che i bar di quartiere rappresentino una agenzia sociale (come piacerebbe dire ai sociologi pi&ugrave; ottimisti), anche di saperi. Tanto quanto un comando di vigili o di polizia, una biblioteca, una scuola. Qui un chinotto &egrave; un chinotto, un caff&egrave; un caff&egrave; e un tramezzino quello che deve essere. E come va va. Anzi: che vada come deve andare.<br /><a href="http://www.paesesera.it/Societa/Restare-o-andare-Suggestioni-dalla-Magliana">www.paesesera.it/Societa/Restare-o-andare-Suggestioni-dalla-Magliana</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3355]]></link>
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	<dc:date>2012-01-30T15:42:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Lei è grande come l'oceano (d/alla diaframmatica per eccellenza: e.)]]></title>
	<description><![CDATA[<a href="http://youtu.be/SiZNl8p_pDk">http://youtu.be/SiZNl8p_pDk</a><br /><a href="http://&lt;object width=" height="315">
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	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3354]]></link>
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	<dc:date>2012-01-30T09:25:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Il tradimento della verità ]]></title>
	<description><![CDATA[Scrive Derek Walcott: poetry is still treason/ because it is truth. Che Matteo Campagnoli traduce: la poesia &egrave; sempre tradimento/ perch&eacute; &egrave; verit&agrave;. Oggi penso con insistenza a questi due versi come a un'espressione matematica che devo risolvere entro domani.


]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3353]]></link>
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	<dc:date>2012-01-29T10:36:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Un uomo come me ha un lupo dentro il cuore (da e.)]]></title>
	<description><![CDATA[<a href="http://youtu.be/m46hl4G0lWk">http://youtu.be/m46hl4G0lWk</a> <br /><a href="http://&lt;object width=" height="315">
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	<link><![CDATA[http://www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3352]]></link>
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	<dc:creator>Carvelli</dc:creator>
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