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Marco Mantello (Grifonville)
Di Carvelli (del 18/07/2006 @ 14:09:17, in diario, linkato 1256 volte)
Ha camminato in Campagna Romana anche Marco Mantello di cui qui cito un brano uscito sull'antologia di Nuovi Argomenti Italville



(…)Odiavo quella gente, felice di avere gli occhi arrossati, che lanciava innocue bottiglie di plastica vuota davanti alle inferriate della zona rossa, scattando fotografie. Odiavo i sessantenni e le sessantenni di Pisa, Livorno e Recco, venuti lì dalla mattina con il pullmann organizzato dalla sezione locale di rifondazione comunista. Odiavo chi gridava: ‘Tre presente per il compagno Carlo!’. Odiavo Gad Lerner, arrivato di notte per fare il suo speciale; odiavo i ragazzi degli anni settanta, che parlavano per ore, su quel palco dove avevano raccolto una manciata di bozzoli di pistola. Ma soprattutto odiavo l’elicottero, che per tutta la notte aveva sorvolato piazzale Kennedy: ogni tre minuti un giro d’elica, e tutto quel rumore per filmare. Odiavo le divise schierate sul mare. E lo giuro sulle ceneri di Pasolini, che odiavo la natura di chi le indossava. Odiavo i brigadieri, i finanzieri, i forestali e i penitenziari, le loro facce di amici, con cui uscivo la sera, a diciassette anni, in un piccolo paese del salernitano: odiavo il loro pizzetto fascistoide, le loro fidanzate piò o meno eterne, dagli occhiali rifrangenti e gli stivali a mezza gamba; il loro stipendio da due milioni e quattro, che dai ventitre anni in poi gli avrebbe regalato una jaguar usata; odiavo il loro unico esame all'università -sociologia- fatto solo per avere il rinvio e provare il concorso di ammissione in un corpo dello stato. Odiavo quella voglia precoce di matrimonio, associata, in loro, a indipendenza; odiavo le loro famiglie; odiavo quando tornavano al loro paese, sulla spiaggia, nel sole di agosto e sudati, in divisa, solamente per farsi vedere in divisa, facevano le carezze ai cugini, ai nipotini. Odiavo le loro notti insonni, di scorta a un magistrato, le loro scurrili cacce all’immigrato, le loro missioni in medio oriente, non vietate da nessun parlamento, odiavo quando morivano e qualche stronzo, in parlamento, proponeva loro un monumento. Odiavo vedermeli adesso, lì davanti, schierati, con gli scudi, l'armatura e la loro dannata natura. Alcuni, dall’alto su Corso Italia, lanciavano lacrimogeni ancor prima che la manifestazione fosse iniziata. Facevano le prove, le divise, per vedere se i colpi arrivassero fino al marciapiede. Ci arrivavano. (..)


Da Grifonville di Marco Mantello: da Italville - Nuovi Argomenti, 2004