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 Letto L3... di Carvelli
 
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Cosa cercano gli uomini nelle donne?/ il profilo del desiderio soddisfatto./ Cosa cercano negli uomini le donne?/ Il profilo del desiderio soddisfatto.

William Blake
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Roberto Carvelli







WebLog
 
Di Carvelli (del 18/06/2013 @ 08:46:53, in diario, linkato 34 volte)

Ieri ho visto "After Earth" l'ultimo film di M. Night Shyamalan con Will e Jaden Smith (padre e figlio nella vita, padre e figlio nel film). E' vero che non è un'opera capitale del nostro ma il consueto plotone d'esecuzione è come spesso accade a questo regista esagerato. Forse è un film più compilativo dei suoi. Forse la produzione Smith (dall'ideratore al consumatore vedi l'epica americana di Muccino) paga un po' la commissione. Infatti si potrebbe definire quasi un film smithiano. I temi dell'ottimismo ci sono tutti. Un dialogo particolarmente riuscito è quasi al centro del film. E si conclude con una frase che sottoscrivo e scrivo: "Il pericolo è molto reale ma la paura è una scelta". Mi spiace semplificare e ridurre tutto il dialogo che merita davvero di essere citato per intero. Un piccolo saggio sul coraggio. Sul passato e sul condizionamento dello stesso verso il futuro. La speranza. Che - guarda caso - è il tema su cui sto lavorando con un gruppo di amiche e amici.

 
Di Carvelli (del 18/06/2013 @ 08:45:08, in diario, linkato 13 volte)
 
Di Carvelli (del 17/06/2013 @ 15:58:00, in diario, linkato 38 volte)
 
Di Carvelli (del 17/06/2013 @ 15:48:50, in diario, linkato 34 volte)
Non voglio avere tutto per me. Non voglio fare quello che altri già fanno meglio di me. Non voglio desiderare cose che non desidero davvero. Amare chi non amo, mangiare ciò di cui non ho bisogno. Bere acqua e poi buttare quella che non ho bevuto. Consumare cose e persone senza che io possa consumarmi con loro. Tutta qui la mia ecologia.
 
Di Carvelli (del 17/06/2013 @ 15:46:34, in diario, linkato 10 volte)
 
Di Carvelli (del 14/06/2013 @ 09:21:12, in diario, linkato 17 volte)
Mobile universo di folate
 
Mobile universo di folate
di raggi, d’ore senza colore, di perenni
transiti, di sfarzo
di nubi: un attimo ed ecco mutate
splendon le forme, ondeggian millenni.
E l’arco della porta bassa e il gradino liso
di troppi inverni, favola sono nell’improvviso
Raggiare del sole di marzo.
 
Di Carvelli (del 14/06/2013 @ 09:19:20, in diario, linkato 12 volte)
 
Di Carvelli (del 13/06/2013 @ 09:27:13, in diario, linkato 61 volte)
Fai tre giri nel mio mondo poi ti metti in piedi come se avessi concluso un esercizio. Nessun applauso. Ancora tre giri nel mio mondo e applaudo io. Non sei più in piedi. Bisogna imparare a cadere. Se c'è una morale è questa.
 
Di Carvelli (del 13/06/2013 @ 09:26:12, in diario, linkato 16 volte)
 
Di Carvelli (del 12/06/2013 @ 08:49:21, in diario, linkato 20 volte)
Lo dico in brutta copia, a voce bassa
 
Lo dico in brutta copia, a voce bassa,
ché non è ancora venuto il momento:
il gioco del cielo irresponsabile
si attinge col sudore e l’esperienza.

E sotto il cielo dimentichiamo spesso
- sotto un purgatoriale cielo effimero -
che il felice deposito celeste
è una mobile casa della vita
.
 
Di Carvelli (del 12/06/2013 @ 08:43:37, in diario, linkato 17 volte)
 
Di Carvelli (del 11/06/2013 @ 09:03:40, in diario, linkato 18 volte)
 
Di Carvelli (del 11/06/2013 @ 08:48:03, in diario, linkato 25 volte)

Ciao labile

domani vado e non ritorno più. Quante cose ho imparato da te. Non rispondere alle domande. Non dare ragione a nessuno. Non prendere parte a discussioni. Non essere mai dalla parte sbagliata ma neppure troppo da quella giusta. A meno che sia quella di tutti. Tutto da te, labile. Tutto da te ho imparato. E ora posso dire di essere un po' meno dove sono. Forse un giorno come te potrò dire di non essere da nessuna parte. Avere quella piccola pena con cui senti che nulla appartiene a nulla. Che tutto va come deve andare. Provare quella piccola aritmia e poi rimettere tutto come deve stare. Come sempre è stato. Ho fatto tesoro di ogni tuo silenzio. E adesso posso dire che è inutile cercare di capire a cosa risponde una non risposta. Ora è ora di andare. Cercare un posto dove la gente non ha pretese di lucidità, fame di parole, assertività. O ti incontrerò lì o mai più. 

 
Di Carvelli (del 11/06/2013 @ 08:46:36, in diario, linkato 15 volte)
 
Di Carvelli (del 10/06/2013 @ 08:57:43, in diario, linkato 18 volte)
La persona semplice che non sono fa le cose che la persona difficile gli intima di fare. La persona semplice che non sono fa male le cose difficili che pensa di dover fare. Non è il suo genere. Non gli viene bene fare cose difficili che non capisce, non sente. La persona difficile si arrabbia. Poi apre un dialogo con la persona semplice che vorrebbe essere. Il dialogo è in realtà una discussione da cui entrambi pensano di dover uscire con un vincitore. La persona semplice che non sono se ne va irritata, dispiaciuta, delusa. Rimane la persona difficile. Che ora, però, si accorge di non poter fare a meno della persona semplice. La richiama. Inutilmente.
 
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