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A ripensarci mi sembrato un film al contrario
Di Carvelli (del 22/05/2007 @ 08:55:34, in diario, linkato 1149 volte)
Vado a ritirare la moto. Ad un tagliando che si prevede usuale, normale. Ma come arrivo, alla rampa d'imbocco del garage-officina, un camion fermo e assembramento. Dicono: un uomo è stato assalito. Dicono: per ragioni futili. Dicono: perché era stanco di aspettare nel traffico formato dal camion fermo, fermo perché non riesce ad entrare nella discesa. Scendo e vedo l'autista che si preme stoffa sul naso che cola sangue. Il panno bianco è rosso (e bianco) nella officina nervosismo. Denunce inutili per linee polizia e carabinieri intasate. Mi preoccupo, collaboro. Poi tutti vanno via. Ritiro il mezzo e scopro una cifra spropositata e inattesa (hanno sostuito una cosa che chiedevo dal terzo mese del veicolo di sostiuire per problemi forse a quel punto in garanzia). Ma non riesco ad essere rissoso, a polemizzare. Faccio solo mostre di perplessità. Dico che siamo ad un decimo del valore della moto per la normale amministrazione dell'usura del veicolo. E me ne vado. Amareggiato, non iroso, non bellicoso. Mi domando se la mia reazione sarebbe stata diversa se non ci fosse stata la sequenza del mio arrivo. O se fosse un film al contrario uno sliding doors dell'assistenza al mio motoveicolo, la versione Tarantino.