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I disegni dei bambini
Di Carvelli (del 30/05/2007 @ 09:23:18, in diario, linkato 1843 volte)

Come sovente accade la tv diventa maestra di vita e prima i giornali. Come sovente accade creano - l'una e gli altri - delle mode. Semplici. Alla fine si tratta di uno spontaneismo imitatorio o, al minimo, di una coazione a ripetere. E ci volevano davvero tv e giornali ché quando eri ragazzino era dura trovare qualcuno che apprezzasse la tua arte, che lodasse la tua composizione, l'uso del colore, la prospettiva e ti dicesse "bello quel comignolo che fuma e quel sole con gli occhi". Ai miei tempi - scusate la vecchiaia - nessuno se la sentiva di riconoscere in quegli sgorbi mammaepapà e nonnoenonna.
Tu disegnavi e al limite la galleria era qualche vecchio armadietto o il corridoio grigio di una scuola dove al tuo nome e cognome si associava classe e sezione come se la tua arte andasse contestualizzata, spiegata con l'età. Se portavi a case le tue malefatte-sgorbio era solo un concerto di carezze e frasi fatte tra il denigratorio e il pietistico. Non come oggi che sembra che i disegni dei bambini meritino le analisi di un Longhi o un Argan o, almeno, di uno psicologo. In questi giorni i disegni dei bambini tengono banco - che metafora inversa! - sono usciti dal tunnel grigio (o grigiastro o verdognolino o azzurrognolo) dei corridoi scolastici per assurgere alle pagine e alle altre facce dei media. Chissà che tutto questo possa essere un preludio a futuri radiosi nel puro spirito dell'evoluzionismo in cui tutti nonostante tutto crediamo.