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Per Michelangelo Antonioni
Di Carvelli (del 31/07/2007 @ 11:19:52, in diario, linkato 1065 volte)

Era ottobre o forse novembre e io arrivavo da un'altra facoltà. Avevo fatto pure con profitto un paio di esami a giurisprudenza per doppio senso di resposabilità, mio e altrui. E ora scoprivo a mie spese e con sopresa che si poteva insegnare e imparare il cinema. L'aula era gremitissima e il professor Guido Aristarco aveva solo detto un paio di parole. Poi si era fatto buio ed era iniziato IL GRIDO di Michelangelo Antonioni. Così arrivavo a Lettere (facendo un cambio in corsa di facoltà) e quasi da subito e presto me ne riandavo e da subito sapevo che avrei fatto la mia tesi sull'opera di un suo coautore, Tonino Guerra. Molte di quelle cose le ho dimenticate, molte le ricordo. Qualcuna comunque sta a lì a rammentarmi che è successo qualcosa che ha dato una pista ai miei studi e forse alla mia vita. Per questo oggi ci penso. Oggi (ieri) che Antonioni è venuto a mancare. L'altro ricordo è sotto una finestra, d'estate, a Capraia. Dalla finestra, in un silenzio infuocato la voce flessuosa (solo poi lo avrei scoperto) di Caetano Veloso canta un pezzo struggente. Dopo anni scoprirò trattarsi di un brano del cantautore brasiliano, solo dopo di un pezzo dedicato al regista ferrarese. Unisco i due ricordi in uno.