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NovitÓ/Non NovitÓ
Di Carvelli (del 25/05/2009 @ 09:55:46, in diario, linkato 950 volte)

Non ci sono novità sull'amore. C'industriamo un bel po' per trovarne. Ognuno la sua verità: ce la diciamo. Ecco che alla fine siamo tutti lì senza. Senza novità, voglio dire. C'è una versione Aristotele ("io prima devo fare l'amore e poi piano piano m'innamoro...non sono mai riuscito a farlo prima, è solo lì che capisco") e una Platone ("io prima m'innamoro e poi il resto"). Non è importante qui dire chi con un filosofo e chi con l'altro. Non importa davvero. E' solo che siamo nelle nostre due non novità. Ma postillo: della grande fortuna di essere o essere stati tanto amati nessuno potrà mai ripagare nessuno. Che pensa ancora a lui. Che è la grande fortuna incontrare sulla nostra strada una persona che non ci lascerà mai andare del tutto. Che fortuna che qualcuno ci ha incontrato e ci ha amato e una sera a cena racconterà a qualcun altro di questo amore. Anche ad anni e chilometri. (Penso a noi come un piccolo - felice se siamo bravi a renderlo allegro - cimitero di tutte le nostre vite dentro questa che ci sembra una e che invece oggi è già la quarta o quinta o più). Ed è per tutto questo e per altro che la felicità passerà sempre da qui.

Al mare ci sono novità. Gli ambulanti vendono arco e frecce. Mi chiedo a che serviranno. Forse per attirare l'attenzione. Sì ma di chi e come? Tirando? C'entra Cupido? O c'entra la dimestichezza sempre più interiorizzata con la guerra. Altra novità: palloni enormi forse per colpire un intero gruppo invece che uno solo durante il gioco. Non so.

Reduce da matrimoni e funerale. In credito di funzioni. Vedo VINCERE di Bellocchio. Bello, ben girato, innovativo. Una bella scena d'amore (raro vederne con dietro all'obbiettivo un uomo), maschile, curata, intensa. I vagiti della dittatura, nei suoi aspetti privati, nelle sue malattie. Con che tempismo esce un film. A chi parla?