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Yoko Ogawa
Di Carvelli (del 27/07/2009 @ 08:46:59, in diario, linkato 908 volte)

Non so quanti Matematici nel sole ci fossero ieri a lambire la spiaggia. Non certo io. Mi domando come mai mi avvicinino troppo di frequente libri con la parola "morte". Dentro. Con il tema centrale della morte. Faccio finta che è un caso. E non un segno. Sabato ho comprato e ieri ho letto Una perfetta stanza di ospedale di Yoko Ogawa. Ho letto il racconto dei due che dà il titolo al libro. Un racconto bellissimo che avevo scoperto a Ventotene leggendo le prime tre pagine. Ne ero rimasto in un certo senso folgorato. Anche se non c'erano folgori nell'incipit ma qualcosa di più duraturo: "Ogni volta che penso a mio fratello, il cuore mi sanguina come una melagrana scoppiata". Il racconto si incentra sulla morte di un fratello raccontata dal punto di vista della sorella. I due si conoscono poco e trovano nella "perfetta" algida pulizia di una singola stanza d'ospedale il punto d'unione di un passato che li ha messi a distanza. Infanzia, pausa, malattia terminale. Deve succedee così a molti. Ci si ritrova, ci si deve riraccontare a partire da un silenzio e in attesa della fine.

Avevo incontrato una morte parimenti giovane in libreria un mese fa (una donna che racconta la fine del compagno a seguito di un incidente di moto). E l'avevo letta tutta d'un fiato, in piedi. Era quella di Brigitte Giraud E adesso? Una domanda che sembrava rivolta a me in quel momento. E adesso? E l'ho letto. E adesso? Cosa leggerò?