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Il fucile da caccia di Inoue Yasushi
Di Carvelli (del 04/12/2009 @ 09:08:20, in diario, linkato 1442 volte)

 

 

Il fucile da caccia è un libro del 1949 di Inoue Yasushi. E’ un romanzo breve imperniato essenzialmente su tre lettere che descrivono un amore adulterino. In definitiva è come se fosse un libro a quattro narratori più un narratore esterno a cornice che riporta con oggettività il tutto Un libro corale ma personale. Per persone (per punti di vista su uno stesso tema). Un libro dotato di una grande grazia, semplice ma toccante a tratti commovente (dubbio: perché infine quella frase della poesia del narratore esterno viene attribuita a un personaggio?). La commozione – parlo per me – mi è nata dal pensiero di un segreto che regge la vita. Delle vite rette da un segreto. Un imperfetto e perfetto non detto (non dicibile) che le determina e le sospinge un giorno appresso all’altro. Un segreto che finisce nella terra e nel non tramandabile.  

 

 

Qui di seguito ho copiato uno stralcio della lettera della figlia allo zio-amante della mamma:

 

 

 

 

“Dalla storia fra te e la mamma ho imparato che esiste anche un tipo di amore che non riceve, non può ricevere, la benedizione di nessuno. Quello tra te e la mamma era un amore che solo tu e lei conoscevate – e nessun altro”. Né la zia Midori né io ne sapevamo niente, e nemmeno i nostri parenti”.

 

 

 

 

Qui una riflessione della mamma nella lettera indirizzata all’amato/nte.

 

 

 

 

“Amare, essere amato… come sono tristi le azioni umane. (…) Quando, giunte alla fine della loro vita, serenamente distese, volgeranno il loro viso al muro della morte, tra la donna che ha goduto appieno della felicità di essere amata e la donna che può dire di avere avuto poche gioie ma di avere amato, a quale delle due Dio vorrà concedere il tranquillo riposo?”