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E ci riesco...ancora su Alice Munro
Di Carvelli (del 27/10/2011 @ 08:53:46, in diario, linkato 844 volte)

Ho trovato un bellissimo racconto nella raccolta Il percorso dell'amore di Alice Munro. Si intittola Miles City, Montana. Ne cito un brano:
"Quanto a me, mi appagava la sensazione di lasciarmi ogni cosa alle spalle. Adoravo partire. Anche in casa mia, mi sembrava di essere spesso alla ricerca di un nascondiglio - a volte dalle bambine, ma più sovente da tutti i lavori da sbrigare e dal telefono che squillava e dai vicini troppo socievoli. Volevo nascondermi così da potermi dedicare alla mia vera occupazione: una sorta di corteggiamento a distanza di certe parti remote di me. Vivevo in stato di assedio, con l'ossessione continua di perdere ciò che volevo trattenere".
Nella Munro c'è un costante senso del pericolo. Una minaccia incombente. Spesso piccola ma foriera di conseguenze temute. Ma preventivate. Come se il personaggio vedesse altro, anticipasse. Eppure, nel narrare, si mette dalla parte del comune spettatore che quel pericolo non vede e trasmette un senso di tranquillità che poi verrà rotto da un accadimento. Solo insinuato dalla sensibilità del narratore. Lo stile della scrittura è preciso, non lezioso. E questo rende il racconto raffinato ma non altezzoso. Anche se - e questo conferma le mie difficoltà da lettore talvolta superficiale quale sono (talvolta) - tanta precisione e tanta naturalezza senza l'acume della sensibilità possono risultare ostiche o noiose.