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E Roma e morte. Appunti per la presentazione di ieri del libro di Capecelatro
Di Carvelli (del 17/09/2014 @ 10:06:09, in diario, linkato 736 volte)
Questo di Giuliano Capecelatro su Roma ("Passeggiate d'autore", Iacobelli editore) è in qualche modo un libro compensativo. Per esagerare, o meglio per estremizzare, vorrei dire che qualunque libro su Roma è compensativo. quasi una definizione: chi scrive di Roma cerca di compensare un torto. vero che Roma ha avuto tanto dalla storia e che ha dato tanto a chi vi è transitato, nella sua storia. E diciamo che questa sua attitudine al mito e al rito di sé l'ha resa e la rende immortale. Eppure ogni giorno muore o, come scrive Filippo La Porta, continua a morire. Lui scrive, per essere esatti, nel suo "Roma è una bugia" (Laterza) "Tutto ciò che qui giunge finisce, però non smette di finire". Questa è la ragione della sua eternità. La sua immortalità è qui. In questo present perfect continous. Alla fine chi scrive di Roma si occupa in un certo senso di morte e, magari senza accorgersene, di vita. Ecco che Roma continua a fare il suo dovere balsamico. Vi capita mai di pensare che le strade che spesso si dedicano ai grandi scrittori - e ancor più e a maggior ragione ai piccoli vuoi per ragioni di toponomastica finiscono nelle periferie meno statuite - non sono mai le loro strade? E che quelle che lo sono state spesso conservano dei nomi desueti e che forse meriterebbero nuovi nomi o cobattesimi? Il rito compensativo comunale è la targa. Così ci si riappacifica col fatto che quel personaggio o quel l'evento non ha avuto abbastanza rilievo toponomastico. Dare il nome alle cose o ricordare è il modo più giusto per non perdere. O forse è solo quello che conosciamo. Ma certo qualcosa merita dei ripensamenti. Ad esempio in via Sant'Angela Merici, al Nomentano, già eterna ed eternata dalla parrocchia ha vissuto il grande Cesare Zavattini che è invece ricordato nella periferica Bufalotta senza una ragione biografica. Perché non ripensarlo? Toponomasticamente parlando? E' solo un esempio. Uno dei tanti che si potrebbero fare per non dover chiedere a questo utile libro di Capecelatro un rimborso compensativo della damnatio memoriae che una città pregna di passato è costretta a fare sine die. Uno degli innumerevoli e necessari. Uno, tra le altre cose, alto. Non tarato sul consueto sguardo da vetrina o da marciapiede a cui siamo abituati. Uno, tra le altre cose, nemico dei più piccoli nei suoi intenti educativi o didascalici.