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Anthony
Di Carvelli (del 21/11/2005 @ 14:11:41, in diario, linkato 1450 volte)

Non so quali parole usare per raccontare il concerto di

Stupore. Sorpresa. Meraviglia. Vorrei poter trovare sfumature per ognuna di queste sensazioni. Saper dire da dove a dove e da quando a quando. Ma comunque sarebbe poco. Non spiegherebbe. E non è che è la linea di un eccesso che mi trattiene o mi avvisa. C'è altro. C'è stato dell'altro. Come un'emozione speciale che una voce può provocare, suggerire, suscitare. Naturalmente. E senza sbavare. Nitida, sfumata ma decisa. Intera. Non importa che ora era quando è iniziato. A che ora è finito. La durata contava ed era quella di Handke di cui qualche giorno fa si disse. Quello che da quando entri in un posto a quando ne esci senti riverberare. Tecnicamente si potrebbe dire che è sorprendente quanto una atmosfera difficile continui e sia un'atmosfera impossibile e nuova il cui approssimarsi lascia il dubbio dell'irrealtà. Questo è il tipo di perfezione che mi appartiene e vorrei chiamare tale.