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Natale un cane
Di Carvelli (del 23/12/2005 @ 09:25:39, in diario, linkato 1343 volte)

Il cane sa di fumo di sigarette. Anche quando tira stanco verso casa, all'aperto, che sono scesi a comprare i soliti tre o quattro pacchetti. E poi sta su a casa sempre addossato alla carta da parati che ha fatto la sagoma gialla della gobba. In alto, il soffitto porta il segno delle sigarette. Sta una nuvola di fumo. Sopra la poltrona dove fuma lui: le dita gialle, i baffi gialli. Il cane giallo - lupo vecchio. Che se lo ricordano i figli e ogni telefonata una domanda c'è - come sta Argo (che nome stupido da dare a un cane normale! Ma è normale?), mangia? Mo' quanti anni ha? Che poi arriveranno e gli porteranno un regalo pure a lui. Che che ne sa del Natale un cane. Lupo. Vecchio. E si è dimenticato qualcosa per cui riscende. Sta qui tu" Che aveva fatto per alzarsi ma si risiede. Che forse ha capito "sta qui tu" e non si deve muovere e scende lui. Solo lui. Che ha dimenticato una cosa. Cosa? Già non ricorda più. E riscende. A piedi, per non aprire e chiudere le porte dell'ascensore. Il portone che sta sempre aperto (i condomini di prima ci tenevano di più, mo' aperto sta, sempre nonostante che ci hanno messo il cartello SI PREGA DI CHIUDERE accompagnando IL PORTONE). E mo' a trovare un negozio qui, niente. Tutti cinesi ci stanno. E l'alimentari ti tocca fare due isolati che burro e alic