Com'è, o Mecenate, che nessuno vive contento della sorte che la ragione gli ha dato o il caso gli ha gettato davanti, e tutti invece non fanno che esaltare chi persegue una vita diversa?
Di Carvelli (del 10/10/2006 @ 08:44:17, in diario, linkato 948 volte)
Con che faccia arrivano a Roma. Alla spicciolata (i primi a scendere dal treno). Poi tutti insieme (gli altri). A massa di lana che spinge. A piccoli passetti e "scusa". Sono all'altezza dei loro visi da un treno parallelo che guardo questo passaggio di mille espressioni e mille posture. Come in un televisore, nel finestrino osservo i loro primi piani. Non posso vedere la figura intera, il passo. Non posso vedere come il corpo affronti la strada. Mi limito ad osservare le braccia conserte, le mani che spiegano. Addirittura una ragazza che parla il linguaggio dei sordi ad un uomo e ne rallenta il passo. Poi facce torve, facce del sonno, facce della rabbia e della rassegnazione. Poi facce distratte o calme o vacanziere. E' il treno che viene da Albano.