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 il letto di ushuaia... di Carvelli
 
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Una volta mi disse che a New York l’arte del farsi strada dipende da quanto si è bravi a esprimere il proprio malcontento in modo interessante. L’aria è satura di rabbia e lagnanze. La gente non ha pazienza di stare ad ascoltare uno che si lamenta dei propri problemi, a meno che non lo faccia in modo divertente.

Don De Lillo
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Di Carvelli (del 24/02/2009 @ 16:15:04, in diario, linkato 1065 volte)

Oriente partenopeo

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Di Carvelli (del 20/02/2009 @ 10:29:41, in diario, linkato 2283 volte)

Plazoleta Julio Cortazar a Palermo (Buenos Aires) mesi fa, caldo fa...

Incarico (Julio Cortazar)

Non darmi tregua, non perdonarmi mai
Pestami a sangue, che ogni cosa crudele sia tu che
ritorni.
Non lasciarmi dormire, non darmi pace !
Allora otterrò il mio regno,
nascerò lentamente.
Non smarrirmi come un motivetto facile, non essere carezza ne
guanto;
Intagliami come una selce, fammi disperare.
Difendi il tuo amore umano, il tuo sorriso, i tuoi capelli. Donali.
Vieni a me con la tua collera secca di fosforo e squame.
Grida. Vomitami sabbia in bocca, rompimi le fauci.
Non mi importa ignorarti in pieno giorno,
sapere che giochi faccia al sole, a viso aperto.
Condividilo.

Io ti chiedo la cerimonia crudele del taglio,
quello che nessuno ti chiede: le spine
fino all’osso. Strappami questo volto infame,
obbligami a gridare finalmente il mio vero nome.

(traduzione: Federico Guerrini)

Encargo

No me des tregua, no me perdones nunca.
Hostígame en la sangre, que cada cosa cruel sea tú que
vuelves.
¡No me dejes dormir, no me des paz!
Entonces ganaré mi reino,
naceré lentamente.
No me pierdas como una música fácil, no seas caricia ni
guante;
tállame como un sílex, desespérame.
Guarda tu amor humano, tu sonrisa, tu pelo. Dálos.
Ven a mí con tu cólera seca de fósforo y escamas.
Grita. Vomítame arena en la boca, rómpeme las fauces.
No me importa ignorarte en pleno día,
saber que juegas cara al sol y al hombre.
Compártelo.

Yo te pido la cruel ceremonia del tajo,
lo que nadie te pide: las espinas
hasta el hueso. Arráncame esta cara infame,
oblígame a gritar al fin mi verdadero nombre.

París, 1951/1952

Dalla raccolta: “Salvo el crepúsculo”, Buenos Aires, Ed. Alfaguara, 1996

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Di Carvelli (del 19/02/2009 @ 10:13:25, in diario, linkato 1266 volte)

Arcobaleno sull'Ikea (fotoracconto su www.accattone.org)

La didascalia della foto dice semplicemente “arcobaleno sull’Ikea” come se fosse una cartolina. Chi l’ha scattata sostiene non trattarsi di advertising. Nega sia stata scattata in un giorno di offerte speciali, contesta trattarsi di un’elaborazione di luci per attrarre l’attenzione dei passanti sul supermercato della casa. Chi l’ha scattata e me l’ha inviata sostiene che l’immagine rivelerebbe uno stato altro dell’essere e che anzi "essere", in definitiva, non sia proprio il termine della questione. Piuttosto qualcosa come un piccolo miracolo, un segno di attenzione ulteriore. Nella mail, in cui questo tipo esprimeva il desiderio di incontrarmi, mi spiegava che era a conoscenza di un fatto che riguardava la foto ma che non poteva scriverlo né dirlo al telefono. Ci dovevamo incontrare. “Ci vogliono far capire qualcosa” mi ha detto quando ci siamo visti. “Loro, loro” ripeteva sempre questo “loro” e mi guardava come per essere certo che avevo capito a chi si riferiva “loro vogliono far sapere che ci sono. Ci stanno mandando dei segnali. Vogliono che noi sappiamo che stanno qua sopra. E’ questo il luogo che hanno scelto per esprimersi, per far sapere la loro verità”. Ma perché questo? Perché avrebbero scelto la succursale tuscolana di questo marchio svedese? Ammiccava, sottintendeva ma non una risposta chiara. Mi ha spiegato un certo gioco di lettere anagrammando il nome di alcuni prodotti in vendita nel magazzino. Ogni lettera si leggeva, attraverso una serie numerica che aveva scoperto, come un'altra lettera. Le lettere componevano nuove parole in latino e greco: una in latino e due in greco, due in latino e una in greco. L’esito della sciarada era un messaggio che ho fatto l’errore di non trascrivere e che ora non ricordo. Ormai il patto della verità si era infranto e non credevo più una parola di quello che mi diceva. Ma ho fatto male. Ora non posso dire di sapere di questa verità ulteriore e sull’Ikea mi è rimasta l’ombra sinistra di uno sguardo dall’alto che ci sorveglia, ci monitora, ci studia. E’ come se non riuscissi più a guardare serenamente un set di piatti, ad aprire i cassetti di un mobile, spalancare le ante di un armadio, sedere su un divano e provarne la resistenza senza sentire il brivido di un aldilà, per quanto colorato.

www.accattone.org/PA/web/content.php?cid=372

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Di Carvelli (del 13/02/2009 @ 09:35:54, in diario, linkato 1139 volte)

Ieri 12 febbraio: anniversari. Morte di Julio Cortazar e nascita di Charles Darwin. Penso enigmisticamente al nesso logico che avvicina i due eventi, i due personaggi. Sento che c'è ma non lo esplicito. Non mi va. Non ci penso ma so che c'è. Che c'è un po' di scienza e un po' di creazione oltre all'Argentina, in entrambi. Che qualcosa accende un'amicizia delle menti. Nella foto qui sopra il bar London City a Buenos Aires (fotografato da me qualche mese fa). E' qui che Cortazar scrisse Los Premios. Cortazar è un mio amore letterario. Un amore nato per caso e "illetterariamente" - e non è il solo legame storto che mi ha portato a pagine che poi ho sempre tenuto come libro d'ore. Nacque sulle note di un sassofono. Quello di Checco Marini, jazzista di quegli anni di concerti e scoperte. Letture. Non è morta quella passione specie la maestria del racconto breve che ha in Bestiario e Ottaedro (e, naturalmente, le Storie di Cronopios e Famas) due prove perfette che ogni tanto mi piace rileggere.

"Sfioro al tua bocca, con un dito sfioro l'orlo della tua bocca, la disegno come se uscisse dalla mia mano, come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare". (Cortazar per amanti citato ieri sul Riformista da R.Miranda).

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Di Carvelli (del 09/02/2009 @ 15:17:40, in diario, linkato 2987 volte)

EDIZIONI PONTE SISTO presentano


AMARSI A ROMA Guida per cuori sbandati
di Roberto Carvelli

(collana FuoriLuogo)


Nelle librerie dal 14 febbraio 2009 il nuovo libro di Roberto Carvelli
Amarsi a Roma. Guida per cuori sbandati

Dopo Perdersi a Roma, Carvelli racconta la città con gli occhi di chi l'amore l'ha trovato, di chi l'ha appena perso e di chi continua a cercarlo, senza mai darsi per vinto. Le strade e i vecchi palazzi, giardini e cabine telefoniche, vicoli e terrazze, disegnano una mappa di Roma che accompagna il lettore alla scoperta di una città tutta nuova. Le memorie e le impressioni di Maria Grazia Calandrone, Lisa Ginzburg, Tonino Guerra, Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Claudio Piersanti, Walter Siti, Emanuele Trevi e Roberto Varese completano il disegno.

Amarsi a Roma inaugura la nuova collana FUORILUOGO, diretta da Daniela D'Angelo e Roberto Carvelli: guide insolite per perdersi nelle città italiane, tra percorsi inconsueti, luoghi noti e ignoti, spunto per meditazioni assorte e vagabonde, per riscoprirsi cittadini o anomali turisti. Passeggiate senza meta in una flânerie fisica e sentimentale, accompagnati dalle suggestioni dell'autore, dei classici della letteratura e dalla confidenza degli scrittori contemporanei intervistati.


Il libro sarà presentato sabato 14 Febbraio alle ore 18.00
nella sala 42 del Palazzo Englenfield (Upter) in via IV Novembre,157.
Interverranno il presidente del I Municipio Orlando Corsetti, l'onorevole Gianluca Quadrana e l'onorevole Enzo Foschi. Partecipano Maria Grazia Calandrone, Lisa Ginzburg, Roberto Varese, Daniela D'Angelo. Modera Stefano Gallerani. Conclude il Presidente del Consiglio Roma 1 Stefano Marin

Sarà allestita per l'occasione una mostra fotografica di Giovanni Villa che ripercorre i luoghi simbolo della capitale citati nel libro di Carvelli.

La serata continuerà con il book party CUORI SBANDATI al Tuma's book bar di San Lorenzo.
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Di Carvelli (del 04/02/2009 @ 14:40:46, in diario, linkato 1053 volte)

Mio padre attribuiva ai camerieri l'immortalità

                                                                          per Derek Walcott

Di certo non si fa troppa fatica a capire
l'irrealtà di clienti occasionali
quali noi siamo, seduti a uno dei molti tavoli,
pallidi come la tovaglia che li copre.

Il tempo con le sue espansioni e le sue contrazioni
non riguarda questi due neanche un po'.
Stanno uno accanto all'altro, rivolti alla strada,
con la stessa giacca bianca e lo stesso sorriso stampato,

pronti a inclinare la testa in segno di benvenuto
se uno di noi infila la porta
dopo aver letto i prezzi salati del menu su questa strada
di molte figure ingobbite e baveri alzati.

Charles Simic - Club midnight

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Di Carvelli (del 03/02/2009 @ 07:35:02, in Diario, linkato 1049 volte)
Le cose,le persone. La vita,la morte. Pensare o fare. Adesso o dopo. Tu, io.
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