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 Il letto di Lorenzo... di Carvelli
 
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Avevo amato le donne con le quali ero vissuto. Tutte. E con passione. Anche loro mi avevano amato. Ma sicuramente con maggiore sincerità. Mi avevano dato un po' di tempo della loro vita. Il tempo è una cosa essenziale nella vita delle donne. Per loro, è reale. Per gli uomini, relativo. Mi avevano dato molto. E io, cosa avevo regalato? Tenerezza. Piacere. Felicità sul momento.

Jean-Claude Izzo
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carvelli (del 20/12/2007 @ 10:28:44, in diario, linkato 468 volte)
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Di Carvelli (del 18/12/2007 @ 14:59:33, in diario, linkato 488 volte)
Il tema del giorno (dei giorni) è Sarkozy e la neofiamma Carla Bruni. Il tema ops i temi sono quello e la separazione della Manaudou dal fidanzato Marin, un amore a bracciate che è finito come un buco nell'acqua. I temi sono quello che sono ma nei temi mi faccio sorprendere dal commento dell'ex nuotatore o meglio nuotatore ex che sottolinea come il tizio con cui lei - la nuotatrice ex - l'avrebbe tradito è più brutto di lui. Questa la sua consolazione. Mi sorprende, dicevo, come si possa riservare attenzione a questi criteri di giudizio. Nulla di nuovo no, ma detto a milioni di persone non fa lo stesso effetto di un sms, una chiacchiera da bar, una confidenza in macchina. Bisognerebbe creare nuovi proverbi: altezza mezza bellezza? No: bruttezza mezza bellezza. Ma non ditelo troppo in giro.
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Di Carvelli (del 17/12/2007 @ 14:39:20, in diario, linkato 473 volte)

"...e la bellezza sua, sovrumana, poiché in lei convergono a verificarsi i più impossibili e chimerici attributi della bellezza che i poeti dànno alle loro dame: che i suoi capelli sono oro, la fronte sua campi elisi, le sue ciglia archi del cielo, i suoi occhi un sole, e rose le sue guance, coralli i suoi labbri, perle i denti, alabastro il collo, marmo il suo petto, avorio le sue mani, neve la sua bianchezza, e le altre parti che il pudore nasconde alla vista umana, sono tali, com'io reputo e penso, che la profonda riflessione può solo magnificarle, non già trovare un termine di confronto".

Così di Dulcinea del Toboso, don Chisciotte (Cervantes).

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Di Carvelli (del 15/12/2007 @ 15:41:07, in diario, linkato 440 volte)
Non sono morto. In compenso mi si è scaricata la batteria della macchina e mi ha lasciato a piedi e sono stato tutta la mattina ad improvvisarmi elettrauto con risultati quasi credibili. In compenso mi si è rotto irreparabilmente il giaccone nuovo. Ieri Cantatore ha perso e mi si è scaricato il telefonino proprio quando mi sarebbe servito. Chissà: forse altre vite fa sarei morto. Ma per ieri no.
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Di Carvelli (del 14/12/2007 @ 11:49:21, in diario, linkato 417 volte)

Pubblico questa immaginetta votiva. Viene da una chiesetta di Bahia. Me la spedisce L e io pubblico. Che coincidenze! Per dirla con Terzani un indovino mi ha detto che oggi dovrei morire. Lo scrivo ché resti: ai giornalisti piacciono queste cose tipo coincidenze (appunto!) o diari pruriginosi che non ho e non farei in tempo a scrivere in giornata. Insomma, se tutto va male, oggi dovrei morire. Faccio finta di nulla. Esisterà un ufficio maledizioni? Un luogo dove pagare in ritardo il fio? Forse sì. Forse devo fare un'azione buona che stemperi l'anatema. Ore 12: ancora non sono riuscito. (to be continued) Intanto Santa Luzia che prega per noi.

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Di Carvelli (del 13/12/2007 @ 14:52:07, in diario, linkato 433 volte)
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Di Carvelli (del 13/12/2007 @ 14:31:15, in diario, linkato 415 volte)

1 Il tipo "mia moglie non mi capisce"
2 Quello che la piscina me la sono ricavata a fatica
3 Genere "nella vita ho sempre perso e ora mi sono stufato"
4 Sottogenere "mi sono stufato e ora vi faccio vedere quello che combino"
5 Chi deve rimediare agli sfraceli del precedente
6 Quelli che ce l'hanno con il tipo 4
7 Noi e voi che di tutto questo proprio non ce ne frega niente. Ho aggiunto "proprio" come rafforzativo.

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Di Carvelli (del 12/12/2007 @ 14:28:11, in diario, linkato 1939 volte)

Tutto sembra complicato e semplice come in questa poesia di Alberto Calligaris (La sega è un attimo) che trovate in questo libro: Poesie d'amore per donne ubriache (Coniglio). Tutto sembra destinato a cambiare e non sempre, sembra, in meglio. Un inno ai percorsi brevi e infruttuosi ma alla fine è l'ambizione il tema e la soluzione che la precede. In breve. Come nelle caselle di un cruciverba.


A trentun'anni
avrei già dovuto conquistare la Persia
avessi avuto un maestro come Aristotele
adesso non pulirei ruote di seggiolini per vivere
il trucco è tutto lì
qualcuno che ti dica che se vuoi
puoi conquistare la Persia
invece con i 6 presi
riesci a pagare il mutuo
andare al mare in vacanza e portare a spasso il cane
che è abbastanza
ma qualcun altro conquisterà la Persia
e tu lo leggerai sul giornale
e poi metterai il giornale in una borsa
e aspetterai che sia piena
per portarla alla raccolta differenziata
e sembrerà tutto normale - invece è la tua vita che continua
con le minestre solubili il dentista e l'affitto
e ogni notte prima di addormentarti
senti come se avessi dimenticato di fare qualcosa
e ti alzi a controllare il gas
e per un istante ti viene in mente che forse avresti dovuto
conquistare la Persia
ma ti vengono in mente tutte le cassiere del supermercato
che scopano tra di loro
e per la Persia ti ci vogliono ragionevolmente almeno una decina
d'anni
la sega è un attimo.

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Di Carvelli (del 12/12/2007 @ 12:03:06, in diario, linkato 447 volte)
E' ovvio che non si può dire "pluralizzare". Eppure...se si potesse...questa mattina lo direi. In riferimento a quelle parole che sento planare da una parete finta. Quei mari, quei tramonti, quelle spiagge, quei... Persino "le puglie" (antico retaggio di cartine d'antan) si moltiplicano. E continua: quei vestiti, quelle lane... Ogni cosa si pluralizza sotto la specola del ricordo. Oggi Ottanta o Novanta e tutto le appare migliore nel ricordo. E allora pluralizza per eccesso. E scopro pure che esiste la parola "pluralizzare". Dunque non ci sarà nulla di male a moltiplicare il numero. Lo prevede persino il dizionario.
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Di Carvelli (del 11/12/2007 @ 18:14:12, in diario, linkato 428 volte)

"Lettore mio, che non hai nulla di meglio da fare, senza che io te lo giuri puoi credermi che questo libro, come figlio dell'intelletto, avrei voluto che fosse il più bello, il più robusto e il più intelligente che si potesse immaginare. Ma non mi è stato possibile contravvenire all'ordine della natura, nella quale ogni cosa genera il suo simile."

Dunque...Cervantes

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