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 il letto di Silvia... di Carvelli
 
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Affamato e inferocito, sapevo che nulla al mondo mi avrebbe costrtto al suicidio. Proprio in quel periodo avevo cominciato a capire l'essenza del grande istinto di conservazione, la qualità dui cui l'uomo è in sommo grado dotato. Vedevo i nostri cavalli sfiancarsi e morire - non posso esprimermi in altro modo, utilizzare altre parole. I cavalli non si distinguevano in nulla dagli uomini. Morivano a causa del Nord, del lavoro troppo gravoso, del cibo cattivo, delle botte - e anche se subivano tutto ciò in misura mille volte inferiore agli esseri umani, i cavalli morivano prima. E capii la cosa più importante: che l'uomo è diventato uomo non perché è una creatura di Dio, né perché nelle mani ha quella cosa straordinaria che è il pollice. Ma perché è FISICAMENTE più forte, più resistente di tutti gli altri animali, e poi perché in seguito ha saputo costringere il proprio spirito a servire con successo il corpo.

Varlam Salamov
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Il folletto magichino (fatto)
Di Carvelli (del 08/02/2010 @ 10:28:56, in diario, linkato 107 volte)
Sabato sera ho partecipato nella parte del Folletto Magichino alla lettura teatralizzata di una fiaba sulla diversità del mio amico G. Fiaba per e con disabili. In una casa del Tuscolano ci siamo radunati con alcuni/e bambini/e e uomini e donne non udenti non vedenti (scusate ma non sono confortable al discorso, alla correttezza o eventuale scorrettezza ma è poca dimestichezza) e abbiamo letto la fiaba, divertendoci forse più che divertendo. Qualcuno leggeva, molti ascoltavano, molti mangiavano. Questo ho fatto sabato sera.
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