Sì ho parlato a troppa gente, oggi questo mi sorprende; ogni persona è stata per me un intero popolo. Un così immenso altro mi ha reso me stesso molto più di quanto avrei voluto. Adesso, la mia esistenza è di una solidità sorprendente; anche le malattie mortali mi giudicano coriaceo. Me ne scuso, ma è necessario che io seppellisca qualcun altro prima di me.
Di Carvelli (del 03/05/2010 @ 09:33:04, in diario, linkato 786 volte)
Si allontana lui e lei si avvicina. Scompare lei e lui la cerca. Lui è risentito cercano di imbonirlo. Lui è triste e cercano di consolarlo. Lei è contenta cercano di screditarla. Tutte le storie che sento raccontare mi sembrano tutte leggibili alla luce di una semplice questione di potere. Tutto ha senso, pare, solo sotto la luce di questa freccia: come mantengo il potere sulle persone e sulle cose.
Saremo attaccati e questo si sa. Non è mai l'indice che le cose vanno male. Tutt'altro.
Ogni mattina da diciannove anni è così. Io a casa di qualcuno, qualcuno a casa mia. Senza mai smettere. Senza mai scoraggiarci. Ci incoraggiamo.
Giorni fa parlavo con qualcuno di Camera con vista. Mi è rivenuto in mente e ne ho sentito riparlare. Per radio. Sotto due arie dal film.