Immagine
 il letto di Miyajima... di Carvelli
 
"
Scopo ultimo dell'azione spirituale è non può non essere una realtà materiale, qualcosa di palpabile e apprezzabile da tutti, un oggetto insomma nella sua accezione più modesta e concreta, o un ordine forzato di fenomeni.

Tommaso Landolfi
"
 
\\ Home Page : Articolo
Taccuini
Di Carvelli (del 01/12/2003 @ 21:54:23, in diario, linkato 10878 volte)

16 dicembre 2003
Una donna cammina piangendo, con passo deciso. Non asciuga le lacrime. Affretta il passo come se cercasse di farsi asciugare il pianto dal controvento dell’aria sulla faccia

**
Un negro che cammina su due stampelle nel piazzale della stazione Termini. Non ha una gamba e il pantalone oscilla a bandiera sotto un vuoto. Stirato, forse cucito, non fa camera d’aria. Non segna un vuoto cilindrico. Sventola. Stoffa perfettamente rettangolare che oscilla regolare alle falcate dei bastoni, con un suo ritmo perfetto.

19 dicembre 2003
Di tutte le cose che ama la prima è in questo momento lo spamming. Mandare messaggi, i più svariati, a chi conosce e a chi no. Li manda di tutti i tipi: un bambino malato, barzellette sul Presidente del Consiglio, su Totti. Non ha molti amici ma una circolazione di mail che farebbe invidia a qualsiasi società medio-piccola. E’ a Roma sola, senza amici, è arrivata dal Nord, trasferita per lavoro. La sera torna a casa e legge il giornale che ha comprato alle 18. Sono notizie vecchie ma le piace per questo leggerle a quell’ora. Aspetta autobus e metro e lo apre solo quando arriva a casa. Mangia. Solo a tavola sparecchiata inizia la lettura sul divano. Di solito si addormenta e va a letto non prima delle tre. La mattina si sveglia sempre prima del beep del telefonino e legge ancora. Con più gusto ancora.

**
Un vecchio con mille rughe disegnate sul viso parla (slavo?) con una ragazza su un treno, poi gli suona un telefonino tutto copertinato e lui risponde e parla piano roteando in giro gli occhi come se cercasse di individuare un punto nello scompartimento da cui la voce proviene e gli si mettono addosso occhi di un bambino.

**
L’uso della parola “surrogato” riferito all’alimentazione. Surrogato del caffè, del caviale. Una specie di contraffazione ufficiale per una dieta in tempi malati di indigenza.

**
Hai il fisico di una ragazza giovane. Che ha avuto un figlio giovane. Parla con una vocetta querula, lagnosa che tradisce anni venti da poco. Ha un marito o un compagno (non ha l’anello) premuroso, famiglie benestanti alle spalle che li hanno aiutati a portare avanti una maternità che li ha sorpresi nella leggerezza anticoncezionale. Lei non è mamma troppo affettuosa o gelosa, si sente da come parla al telefono quando lui le passa la bambina. Non porta di sicuro foto nel portafoglio. Avere un figlio non è stato mai un dovere morale, un pungolo. E’ una cosa che è successa e basta.

Giugno 2004
Milano. La città è popolata di coppie formate da un lui non bello ma ben vestito e una lei bella e ben vestita. Lui ha un'espressione disincantata e proferisce frasi che iniziano con un "io ti ho avvertito" o "te l'avevo detto" e si concludono con un "te ne pentirai"o un "vedrai se ho ragione" o "che ti avevo detto". Le lei, belle, curate nella persona, ben educate (o così sembra) ascoltano con aria castigata, pentita e felice nella somma di tanta attenzione. Tutto fa pensare che Milano sia una città concreta.

7 luglio 2004
Un tipo albino sta scrivendo nel sole di una villa strizzando a fatica gli occhi dietro le lenti marrone. Scrive lentamente un giorno. Controllo sia quello di oggi. Lo è.

Aprile 2005
E' una giornata nuvolosa. La giovane donna che tiene in una mano una lattina di birra e in un'altra una sigaretta armeggia a mente con i due ingombri poi, appoggiata la cicca fumante in cima alla lattina si accovaccia tra due macchine parcheggiate e fa la pipì senza bdare a quello cche succede intorno. Sono le 10e40 di mattina e anche se la strada a un senso di marcia e a senso unico non è trafficata di macchine e persone qualcuno passa. Come noi che vediamo uscire dall'abto-minigonna nera un getto perfetto di piscia contro l'angolo del marciapiede. La donna senza gesti di apertura e chiusura (non si è sfilata né rinfilata mutande e dalla perfezione dello schizzo si capisce che non le indossa) si rimette in piedi scomponendo l'architettura di sigaretta e lattina e ora ha di nuovo le due mani ingombre e va via come se niente fosse.

Marzo 2006
Cammina con un motorino abbastanza nuovo ma malmesso sull'esterno della carreggiata, oltre l'asfalto, sulla terra e sulla sabbia (non c'è canale di scolo alla destra della strada). Del motorino si nota uno spago che tiene il cavalletto. Lei è grassa scura di carnagione per un misto di sporco e rubicondità. Ha una faccia di mente malata e mani gonfie e scure. Stivali da cow girl, il casco slacciato, le calze parigine a fasce orizzontali sui collant neri e in bocca perenne una sigaretta. Si infila le dita nelle orecchie e strizza il gas del motorino come una mammella da mungere. Il motorino decolla. La incontro per sei semafori rossi di seguito: le stesse dita nelle orecchie, la stessa (?) sigaretta, lo stesso scuro della pelle le stesse larghe cosce sul sedile scuoiato.

5 giugno 2006
Passo lento, un uomo anziano - di quella vecchiaia che esplode a sessant'anni per un lavoro usurante (la campagna, un artigianato faticoso ecc.) - cammina con davanti alla narice di sinistra un fazzoletto di stoffa scozzese piegato. Lo annusa. Annusa un profumo che gli ricorda qualcosa? Ha un vizio da inalare? Una folla di ricordi nelle narici? O soffre di epistassi?

6 dicembre 2006
Un profumo invade il ristorante al punto da sopraffare l'odore di fritto che c'è all'inizio, appena entrati. E' il profumo intenso di un deodorante spray di basso gusto e costo che - forse spruzzato in quantità - copre per intero la sala. Viene da una signora grassa dal viso tempestato di nei. La signora, vestita di nero, poi si prende il viso nelle mani per due minuti mentre il marito e un'altra coppia continuano a parlare.

17 gennaio 2007
"Considera che lei è secca e con poco seno". Lo dice un fidanzato alla commessa del negozio porgendole una camicia che la sua ragazza ha appena provato senza successo nel camerino. Poi chiarisce (il salto logico è un po' scosceso) che il capo serve per un matrimonio. E la commessa: "è troppo trasparente?" E il ragazzo, con aria ovvia "beh un po'".

1 febbraio 2007
Lei fa tutto un discorso lungo ma alla fine conclude così: "C'è un momento che il mio corpo è anche tuo ed è un solo momento ed è il momento del sesso poi non è più tuo. E' solo quello il momento in cui lo metto a disposizione per te. Dopo basta".

17 febbraio 2007
E' sera ed è sabato. E il tempo è grigio. E lei entra in autobus con un pesante valigione. L'aiuto a salirlo. Mi siedo e leggo. Lei si siede accanto. Dopo un po' si segna la fronte con la croce e inizia a leggere.

26 febbraio 2007
Due donne di colore (una un po' più giovane) e due bambini piccoli (una più piccola), in metropolitana. La più giovane delle donne scende e lascia l'altra con suo figlio che comincia a correre e ad avvicinarsi pericolosamente alle porte. La figlia lo imita. La donna si divide tra l'uno e l'altra e poi si spazientisce e diventa brusca nell'alzare e mettere a sedere il figlio dell'amica. Il piccolo piange. Dopo un po' anche la figlia lo imita. La donna cerca di convincere il bambino (che ora piange "voglio mamma") a darle la mano per scendere. La preghiera dura due fermate finché il piccolo si convince non senza colpirla varie volte sulla mano con la macchinina. Poi scendono.

 

3 marzo 2007
Parlano fuori dal bar. Un uomo (somiglia in modo imbarazzante a Zagalot de La Rivoluzione Spiegata alle Commesse) dice: "Tradire mai, solo una volta c'era una che m'annavo a scopa'". Non è la prima volta che sento un'espressione così (è un'espressione romana, molto popolare) e mi concentro a pensare ai verbi e al senso: andare a scopare. E' una specie di moto a luogo ma anche un verbo riflessivo. Penso a tante cose ma poi non ricordo. Solo mi resta l'idea che l'espressione tiene un misto di servizio, di sostegno come un atto caritatevole misto ad un gioco tipo il biliardo. Ecco penso al biliardo e al mandare in buca le palline. Come uno sport praticato per un po'. Solo per un po' e poi non più. Ma con risultati soddisfacenti.

15 marzo 2007
E' una donna ben vestita, elegante, dall'aria seria (sono sicuro di conoscerla di vista ma non so da dove mi viene quell'immagine). Gonna nera al ginocchio, collant neri scuri. Siede in metro con le gambe larghe perché al centro, tra le caviglie tine la borsa. Io dico che ha le gambe larghe perché la borsa le impedisce di chiuderle. Tu dici che una donna non è mai così distratta "uan donna" sottolinei "non una bambina".

22 marzo 2007
Due colleghi di appena meno di cinquant'anni parlano nella metropolitana. Uno dice all'altro: "E' finita l'ideologia. Altro che fascismo e comunismo. L'ideologia è il supermercato. L'ideologia è il ristorante".

26 marzo 2007
Metropolitana. La vedo di spalle. Una ragazza con i capelli ricci, corti e mollette. All'improvviso rompe il silenzio - è davanti alla porta - e, entrata nella stazione dove deve scendere, come per darsi coraggio intona una strofa della canzone che ascolta in cuffia."Ho perso le parole ... dovevo dire cose, cose che sai, che ti dovevo, che ti dovrei". Sembra uno sfiato, uno sfogo. Inatteso. Improvviso. Qualcuno sorride. Scende. 

10 aprile 2007
Semaforo verde in una piazza grande svincolo di auto e pedoni in Centro. Una ragazza di forse trent'anni attraversa sulle strisce dopo aver atteso il via libera e mentre cammina distrattamente tira fuori dalla bocca la lingua a punta facendola oscillare velocemente come se stesse leccando qualcosa in aria sopra di lei. Il gesto non ha nulla di non equivoco ma è disinvolto, naturale come se fosse un ripasso di qualcosa, un ricordo o un'anticipazione. Senza rendersi conto se è stta notata rimette la lingua dietro e continua a camminare.

14 aprile 2007
Sta con le mani sul bastone. Tutt'e due. Sembra che il bastone gli serva più per quello che per camminare. Come un appoggio per quando è seduto, entrambi i palmi nodosi e scuri, uno sull'altro, sopra la voluta del bastone di radica.
 
24 aprile 2007
Due tipi bassi (lui ancor più basso di lei, diciamo 1 metro e 50). Lui spega a lei delle cose sul calcio. Tipo marcature, schemi, tecniche. Cerca di interessarla all'argomento con un - non so se utile - dispendio di parole e circonlocuzioni. Usa molte frasi. Un numero ben più nutrito di quelle che userebbe se cercasse di spiegare quella stessa cosa ad un altro. Non se parli nella speranza (sfiduciata) di essere capito o per parlare e basta. A lei non interessa.
 
3 maggio 2007
La mia collega ad una commessa che le indica interrogativa un pantalone marrone: "è un po' triste!" (o "tristanzuolo", dice). La commessa "sì, quest'anno vanno cose molto semplici".
 
11 giugno 2007
La filippina avanza verso di me sul marciapiede parlando al cellulare. Quando mi raggiunge scopro che sta cantando nel telefono una nenia, un motivetto lento. A chi e cosa canta? E dove?
 
Nel vagone siedono l'uno davanti all'altra uan coppia anziana. Non portano la fede né si parlano ma si capisce che sono una coppia. Lui sta appoggiato al bastone lei davanti sfoglia nervosa un giornale che infatti si strappa sotto i suoi gesti decisi. Ha una giacca che sa di naftalina.
 
9 giugno 2007
Ha guardato le macchine che si fermavano davanti a lui che passava sulle strisce pedonali con aria di sfida. Una sfida un po' ottusa che era anche nei passi troppo lenti con cui tagliava la strada in perfetta calma. Una calma nervosa, imprigionata in una reazione tutta interna. Da come passava e ti squadrava l'impressione era che non avesse nulla da fare e nessun posto dove andare. Sembrava che fossero i piedi a guidare e non la testa e infatti la camminata aveva qualcosa di innaturale, forzato e un po' ridicolo. Ed era strana questa commistione di sfida e di comicità involontaria.
 
28 agosto 2007
"Su" gli ha detto il nonno "sbrigati". Lui - sette anni, castano, una mano davanti al viso intimidito è partito con un passo un po' incerto e, attraversato il corridoio dell'opsedale, è entrato nella stanza dove era ricoverata la nonna. "Su, forza, veloce, entra... il bagno è lì" e, quasi impaurito, è entrato nel bagno ma ha lasciato la porta aperta. Dall'altra stanza si sentiva il getto forte della pipì e il nonno che commentava "quanta ce ne avevi...hai finito...hai fatto...hai sgocciolato bene". Forse un giorno ricorderà tutto questo. O forse no.
 
11 settembre 2007
In rosticceria guarda il bordo dei piatti da portata. La bieda è saltata dal suo ovale e ora fa un neo su quello dell'arrosto già tagliato a fette. Una foglia d'insalata ha corrotto la perfetta armonia di un creme caramel. Un tortellino ha scavalcato il recinto della sua terrina e ora galleggia tra polipi e piselli. Sono piccoli segnali di squilibrio che le piacciono, dice. S'incanta a guardarli. E io con lei. Sembra che voglia con lo sguardo rimettere ogni cosa la suo posto. Ma mentre le sembra di aver rimesso ogni cosa come stava una penna cade nel vitello tonnato.
 
14 marzo 2008
Sono al semaforo. Il padre - se questo è il padre - ha una faccia antica. Il figlio che ha quattordici anni e il viso tempestato di brufoli lo guarda con un misto di timore e rispetto. Forse perché è una montagna e lui un ragazzo a metà tra crescere ed rimanere bambino. La trasformazione non deve essere segreta a quest'uomo e anche conm un po' di orgoglio che esprime dandogli un buffetto sulla faccia come a dirgli "ora sei un uomo e dobbiamo avere un rapporto diverso, più maturo". Poi scatta il verde e parte il padre con un abbrivo e una svolta all'indietro della nuca che invece sta a dire "bisogna partire per primi, bisogna essere i primi".  
 
3 luglio 2008
Tiene le mani dietro i fianchi. Sembra incinta. Forse è solo che ha partorito da poco.
 
3 ottobre 2008
Camminano in parallelo, lei e lui, due fidanzati (o sembra) trentenni. Un po' di aria tra loro attraverso la quale lui lancia parole come coltelli mentre agita le spalle e allunga le braccia e sembra un pugile che sale sul ring. Lei sembra incassare le parole-coltello. Lui sembra averne ancora molti da fioccare. E invece è lei che sembra vincente. Penso così: le donne spesso sanno camminare con i coltelli infissi e hanno sempre un bel portamento. Penso che solo così potrebbero resistere alle violenze degli uomini. E' tutta questione di equilibrio.
 
Febbraio 2010
Respira rumorosamente come se russasse. In piedi, alla sbarra della porta di uscita della metro mentre legge un giornale free press. Si deve trattare di un difetto della respirazione ma sembra narcolessia interrotta dal girare, anch'esso rumoroso, delle pagine. 
 
8 febbraio 2013
Un’anziana cammina e si asciuga un occhio, che le lagrima, con un fazzoletto di stoffa. Il cane nero che le cammina al fianco ha un portamento eretto e orecchie appuntite e alte come un pipistrello. 
 
  

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
Ci sono 644 persone collegate

< novembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
    
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
 
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
diario (3972)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019

Gli interventi pił cliccati

Titolo
casa (8)
diario (1)
Letti di Amicizia (81)
libri (7)
Roberto (9)

Le fotografie pił cliccate


Titolo

 


webmaster
www.lorenzoblanco.it








14/11/2019 @ 06:00:11
script eseguito in 449 ms