Immagine
 Il letto di luisa-rosikella... di Carvelli
 
"
“Ascolta. Più sono gli uomini che hai avuto e più ti amo. Capisci quel che voglio dire?” “Perfettamente”. “Odio la purezza, odio la bontà! Voglio che la virtù non esista in nessun luogo, e che tutti siano corrotti fino al midollo”. “E allora, caro, dovrei essere proprio il tipo che fa per te, perché io sono corrotta fino al midollo”. “Ma ti piace? Non sto solo dicendo se ti piaccio io, voglio sapere se ti piace fare l’amore in quanto tale”. “L’adoro”.

George Orwell
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carvelli (del 10/06/2009 @ 09:49:35, in diario, linkato 997 volte)

Visto ieri sera. Consiglio. Le Père de Mes Enfants di Mia Hansen-Løve. Regista giovanissima capace di un'opera (seconda) matura, intensa, sobria. Un film convincente e pieno di dimensioni, una felice compinazione di ottima sceneggiatura, una superba prova di recitazione frutto di una saggia direzione degli attori. Le bambine e la ragazza sono bravissime e poi fa sempre piacere rivedere la Caselli. Quando succede, spesso, è per il bene di un film.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 09/06/2009 @ 17:37:32, in diario, linkato 1047 volte)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 09/06/2009 @ 17:06:00, in diario, linkato 1016 volte)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 09/06/2009 @ 17:03:21, in diario, linkato 891 volte)
Succederà anche a te che qualcuno ti chieda scusa e ti chiederai “di che?”. Succederà che è tardi e che è meglio andare a dormire, che domani è un’altra giornata di lavoro. Insieme penserai a tutte le cose che nella vita non sono andate come dovevano andare. Ma il pensiero non ti darà più dolore come se fosse l’ultima ora della tua vita. Sai che c’è, ti dirai dandoti del tu e chiamandoti per nome, ce l’hai messa tutta, non hai nulla da rimproverarti. Hai provato, hai tentato, non era il caso. Non eri tu, non era lei. E un po’, sì, ti dispiacerà ma è andata, penserai. Una sera qualsiasi. Un giorno di un anno qualsiasi. Avremmo potuto. Avremmo dovuto. Un giorno. Un anno. Ecco qua: nel tuo giorno ultimo di vita, quello che pensi sia l’ultimo giorno, qualcosa ti starà ricordando errori, assenze. Beh succederà. Non prenderla male, la vita fa così. Hai provato, hai tentato. Lei, era lei. Lui, era lui. Ma non è andata così. Tutto sembrava dover andare in quel modo ma non è andata. E’ tardi per pensare che c’è qualcosa ancora da fare. Non è più il tempo per pensare che forse può ancora cambiare. Che peccato, pensi, sarebbe stato bello se tutto fosse andato in quel modo lì: lei e te, lui e te. Niente da fare, niente fatto. Ti metti il cuore in pace, ti giri dall’altra parte e dici addio a tutto.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 05/06/2009 @ 10:12:58, in diario, linkato 610 volte)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 05/06/2009 @ 10:10:02, in diario, linkato 747 volte)

BUONA LA SECONDA. La prima impressione non è quella che conta
di Roberto Carvelli(03/06/2009)
Non è vero che le cose succedono solo la prima volta. Non è vero che il dopo è solo la corruzione del prima. Fatto 1: il trailer del recente film di Marco Bellocchio, Vincere, mostra gli ormai consueti attacchi di isteria a cui ci ha abituati Giovanna Mezzogiorno. Li abbiamo conosciuti con L'ultimo bacio e non ce ne siamo più liberati. Il tutto ha formato de visu un po’ di disappunto. Ora la sentiamo strillare come un’ossessa “Mussolini” e vediamo lui, il dittatore (Filippo Timi), rispondergli con un ghigno grottescamente ridicolo. Guardo il trailer e penso: non andrò mai a vedere questo film: è la prima impressione. Fatto 2: c'era stato un gran parlare del passaggio di una promettente scrittrice napoletana, Valeria Parrella, all’Einaudi. Si era parlato di cifre astronomiche, si era detto di inevitabili successi. All'uscita del suddetto libro, Lo spazio bianco, sono stato assalito, al fianco del contemporaneo tributo di osanna, da una tamburellante campagna denigratoria: il libro è frutto di un editing sin troppo invasivo che le ha strappato la freschezza degli esordi. Uno più uno due: non lo leggerò mai. Questa settimana ho visto il film Vincere e ho completato la lettura de Lo spazio bianco, pur senza averlo acquistato. A dispetto del trailer il film di Marco Bellocchio non è, come temuto, ridondante, eccessivo. Al limite espressionista ma è un colore d'autore che riconosciamo e che amiamo filmicamente in questo regista dall’abbandono degli psicologismi di anni fa. Il film esce con un tempismo (forse non del tutto casuale) a ricordarci i prodromi apparentemente “umani” di una feroce e degradante dittatura. Mai come questa volta Giovanna Mezzogiorno mette al servizio del film il suo carattere. Le righe fra le quali s’immalinconisce o soffre, o strilla o digrigna o si abbandona sono alla equidistanza tra quello che è interpretare e quello che dovrebbe sempre essere verosimigliare (si perdoni il neologismo). Timi è par suo. Ma mi permetto di insistere sull’attrice per rimarcare una riabilitazione, per sottolineare una grazia che le auguriamo di non perdere. Anche il libro di Valeria Parrella - e siamo al Fatto 2 - merita lo stesso bagno di sgravi. E’ la storia ben raccontata di una professoressa di corsi di recupero e per immigrati, primipara, alle prese con un parto difficile (anche per essere frutto di un’unione subito mozza) e prematuro, successivi travagli e attese della vera (ri)nascita della piccola Irene dal plexiglass della neo-placenta all’aria e al biberon. E’ vero che questa volta la scrittura è sincopata, contratta, pensosa (e forse sì il lavorio degli editor ci ticchetta nelle orecchie) ma tutto è al servizio di una storia che tiene dappertutto e ovunque sborda. Le due cose, esserci e disarginare, rappresentano al meglio la condizione umana di chi si avvicina e si allontana, suo malgrado, dalla condizione umana. Che poi, se ci pensate, è La Condizione Umana. La prima impressione non è quella che conta. Fatti N. Così, alla rinfusa. La prima volta che ho visto mia madre e che ho pensato che mai sarebbe morta. Non l’ho pensato, in verità, ne ero certo. Non era un regalo a cui si disponeva la mia generosità, né una forzatura della stima: era così e basta. Di me non ho pensato altrettanto: sarò morto e rinato almeno mille volte e non sempre senza dolore. Temo che andrà avanti così per un po’ e, alla fine, ci ho fatto il callo, anzi mi piace pure. Anche il primo amore non sarebbe finito. Certi politici – un certo politico – prima o poi si sarebbero rivelati per quello che era, a dispetto del “buona la prima” della sua guittezza in onore del nostro immediato avvertimento del male. Pensiamo per giorni, lavoriamo per anni. La vita, a nostro dispetto, agisce per attimi e insieme descrive ere con una facilità di visuale a cui accediamo con sovrastanti difficoltà e non senza essere invasi da una saggezza prospettica che la nostra finitezza umana ci allontana costantemente (davvero un bell’esercizio, il migliore davvero, se si ha la forza di scegliere questo sport così survivor). “Non c’è congruenza” dici? “Non c’è comprensione” pensi? Forse sì. Forse si tratta solo di aspettare. Meglio sarebbe non con le mani in mano e facendo lavorare a tutta forza le nostre capacità. Ma, nel frattempo, è bene ricordarselo, senza fidarsi troppo della prima idea. Questa è la bellezza seconda della vita.

www.amiciperlacitta.it

 

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 05/06/2009 @ 09:27:55, in diario, linkato 655 volte)
S. ieri era sicura "noi donne mettiamo solo il desiderio, niente altro, solo il desiderio. Voi uomini mettete il bisogno" e si riferiva all'amore, allo stare insieme (al desiderio dello stare insieme). Era sicura S. Non ho detto nulla non avendo certezze al riguardo. Dopo, era tardi, c'era un tizio a casa di un amico che sarebbe rimasto a dormire lì. Aveva comprato uno spazzolino e un dentifricio: riniziava da lì. Prima c'era stato come evidente qualche litigio e un aut aut. L'aut che aveva scelto (ma perché si dice aut quando non c'è scelta?) era la casa del mio amico. La serata è passata così. Diceva L. "ma perché devo cambiare se ho 50 anni e ho vissuto bene fino ad adesso? perché devo vedere male il mio passato, la mia famiglia, perché devo odiare i miei, perché non posso invece continuare a mantenere i bei ricordi della mia infanzia?" Ci dilunghiamo sui pessimi effetto della psicanalisi. Gli effetti di ritorno. Alla fine ore 2 non arriviamo a un punto. La mostra di foto (fstival della fotografia) sono tanti scatti minimi che nella notte ritornano come sogni che non ricordo.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 04/06/2009 @ 09:39:46, in diario, linkato 610 volte)
Dopo era tutto come sempre era stato. Che io ero lì solo a pensare alle cose mie. Tutt'intono brulicavano pensieri e cose di altri. Mi contavo - forse pure mi contavano -, facevo il vuoto di quello che era stato prima. In fondo si poteva riniziare, pensavo. Magari tutto quello che era stato prima poteva tornarmi utile. C'era un filo di vento, c'era un filo di sole. C'erano pensieri sempre più leggeri. Dico: è questo il momento. Dopo... Dopo, non sapevo più dire.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 01/06/2009 @ 09:09:33, in diario, linkato 640 volte)

Rivedendo Once upon a time in America - chissà per quale ennesima volta - mi accorgo solo ora, davvero solo ora, che il rapporto tra i due protagonisti è improntato sulla diffidenza. Non proprio: un intrico di diffidenza, adorazione, complicità, competizione, (e pure) diversità. Alcuni piccoli gesti (quello che mettono le mani sulla valigia nel giuramento di lealtà, la scena dell'orologio da tasca rubato...) rivelano da subito che Noodles sa già come andrà a finire questa storia. Lo sa, eppure... Lo sa e la vive. Come succede che si pensa così: andrà in questo modo, finirà così, alla fine lui o lei farà questo. Tutta una casistica di premonizioni che non si ha coraggio per liberare alla luce. No, forse è solo che nella vita è bello vedere andare le cose nella direzione del destinato. O è una scommessa? Persa?

">.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 29/05/2009 @ 14:42:09, in diario, linkato 1308 volte)

Ne te courbe que pour aimer
Si tu meurs, tu aimes encore...

Piegati soltanto per amore
se muori, continuerai ad amare...

René Char - 1963

 

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ci sono 1297 persone collegate

< agosto 2020 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
           

Cerca per parola chiave
 

Titolo
diario (3972)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020
Giugno 2020
Luglio 2020
Agosto 2020

Gli interventi più cliccati

Titolo
casa (8)
diario (1)
Letti di Amicizia (81)
libri (7)
Roberto (9)

Le fotografie più cliccate


Titolo

 


webmaster
www.lorenzoblanco.it








05/08/2020 @ 06:29:19
script eseguito in 689 ms