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 Letto di L... di Carvelli
 
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Una volta mi disse che a New York l’arte del farsi strada dipende da quanto si è bravi a esprimere il proprio malcontento in modo interessante. L’aria è satura di rabbia e lagnanze. La gente non ha pazienza di stare ad ascoltare uno che si lamenta dei propri problemi, a meno che non lo faccia in modo divertente.

Don De Lillo
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carvelli (del 08/08/2004 @ 10:09:00, in diario, linkato 774 volte)
Come un'amante respinta andiamo a letto così... ognuno nella sua stanza. La mia quella di O e D, Mizzi nella sala tele (che proietta solo DVD). Prima è passata e mi ha lanciato un'occhiata tra il rimprovero e l'attesa di un segnale. Era una proposta? Un invito al sonno insieme? La mattina mi sveglio sempre col radiogiornale delle 8. E' la radiosveglia che va in auto. Mi sta bene. Mi metto al lavoro da subito. Mizzi scompare nelle prime ore del mio risveglio. la chiamo e nulla. La cerco e nulla. Sta da qualche parte in incognita. Ci rivediamo a cerimonia della colazione: ultimata la mia, alla sua. La caffettiera stamane non funziona bene è quasi venti minuti che è sulla piastra elettrica e nulla. Boh. Un caffè solo. Forse dopo colazione con mia amica, se si sveglia in tempo prima che vada all'ospedale. Ieri LA SERA DELLA PRIMA di Cassavetes da cui scopro un'ampia e plateale (voluta) citazione di Almodovar di Tutto Su Mia Madre. Bello ma lento e infuriato di zanzare. Drammatico paradossale osservazione del teatro e degli esseri umani nelle lro vaste piccolezze. Di LOST IN TRASLATION non avevo detto. Mi è piaciuto di più della prima volta, nel senso che l'ho rovato più completo, tenuto. L'idea rimane superba e anche il racconto di questa idea. La psicologia di questa idea. Continuo a rimanere saldo sulle mie perplessità riguardo al capolavoro gridato osannato, alla scoperta di uan regista. Un buon film per una buona regia. Questo è. la casa di D e O sembra divisa a metà attorno ai libri. Quelli di O e quelli di D. Quelli classici (di O) e quelli angloamericani e i fumetti (di D). Il caffè ancora non sale (c'è l'acqua? sì! Trucco del bagnare dall'esterno il caricatore ...A settembre esce un raconto mio su un'antologia sulle caffettiere). Poi scopro che era sulla piastra sbagliata (quella accesa emanava un calore diffuso tanto da sembrare l'altra...succede anche a noi, basta che uno/a che ci sia al fianco promana amicizia amore fortuna positività ne beneficiamo pure noi...ma magari a noi non ci esce il caffè e a loro sì...che vuol dire CHI FA DA SE'... In stanza da letto ci sono i libri più classici di O nel corridoio quelli di D nella sala mizziTV quelli su Roma di O (lavorativi diciamo). Io mi sento alla metà esatta dei due. Grande amore per la classicità (o forse classicità tout court) come non ha mancato di notare Carola Susani durante la presentazione e per la modernità nelle sue varianti post. Non ho libri con me (la dimenticanza è volutamente distratta) per cui mi addormento con le ISTANTANEE DA UN MONDO SENZA MITI di DOUGLAS COUPLAND (MEMORIA POLAROID). Il racconto si chiama IL TUO CORPO NON E' TUO.
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Di Carvelli (del 07/08/2004 @ 09:16:08, in diario, linkato 790 volte)
Intanto Mizzi non miagolava in compenso voleva venire a letto con me e su questo non è piovuto... ma neppure è piovuto sul mio ritrarmi a questa usanza...alla quinta o sesta scacciata Carthago ha ceduto e ha scelto il davanzale. Dalla finestra entrava una brezza leggera e un vociare insistente...San Lorenzo è San Lorenzo...Dormito bene e svegliato bene alle 8 dal tg radio della sveglia che mi è stata programmata. Insomma un ruolino di marcia lento per me aduso alle 6.30. Ma ci sono differenze? Sì direi di sì. 1 Il letto è alto e non in terra 2 Il caffè lo tengono in frigo (ma è buono) 3 I fornelli sono elettrici 4 Gli avvolgibili al posto delle serrande 5 Non ci sono i grancereali..in compenso pane tedesco e miele e succo al mandarino (il frigo è in crisi di astinenza) 6 Non PC ma Mc 7 Una radio in ogni stanza come se fosse un programma del Comintern per l'educazione sonora delle masse 8 La caffettiera non ha il paraspruzzi (un optional direi basico)...sono al secondo caffè 9 E' una casa in cui...non puoi guardare al pelo...eh Mizzi Mizzi 10 E' una casa in cui mi domando "scriverò bene?" e comunque "come?" e infine "scriverò diversamente da come avrei scritto a casa mia?" e metto la penna nella porta USB
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Di Carvelli (del 06/08/2004 @ 22:14:06, in diario, linkato 830 volte)
Eh sì mi tocca...per amicizia...domani vi dirò come è andata...se miagolava se faceva le fusa...e già perché Mizzi è una gatta...una vera gatta con tanto di pelo e miao...Un dubbio: ma i gatti fanno come gli alani? Intanto per non sbagliare rivedo LOST IN TRASLATION che mi era sembrata una bella idea ma poi mica un capolavoro...
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Di Carvelli (del 06/08/2004 @ 09:25:37, in diario, linkato 742 volte)

Si continua fare un gran parlare di Liboni.

1 La sua vita personale (sposato un figlio - perso - una brava persona ma un po' violenta...volte mi picchiava volte no)

2 Giuro l'ho letto... la polizia lo aveva già individuato (capito?) lo avrebbero preso sabato sera o notte (così magari di festivo si guadagnava di più...una volta che c'erano...) quando le cose erano più tranquille ma poi ci hanno segnalato la sua presenza e allora...(che fai...non intervieni?)

Capisco che la suocera è sempre la suocera ma ieri sono rimasto sconvolto. Parla il padrone del cane che ha ucciso la mamma di sua moglie e lui...dice che forse lei avrà fatto un gesto inconsulto e ha spaventato il povero cucciolone di alano. E ora? Non so...tenerlo è un brutto ricordo...ma darlo via no...mi dispiacerebbe non sapere che fine fa... Razza di padroni o padroni di razza?

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Di Carvelli (del 05/08/2004 @ 16:25:58, in diario, linkato 712 volte)
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Di Carvelli (del 05/08/2004 @ 09:44:00, in diario, linkato 726 volte)

Forse se cercate un fan di Charles Bukowski siete fuori strada. Non sono io. Eppure so che non avrete difficoltà a trovarlo. Io trovo che alle volte Bukowski sia geniale per capacità di illuminazione ma al lungo mi viene  a noia... alle volte. Eppure quando arriva arriva e spacca. Come nelle poesie, spesso. Fulminanti. Stamattina ne ho letta una bellissima dalla raccolta “Seduto sul bordo del letto mi finisco una birra nel buio” (Minimum Fax con traduzione della brava Tiziana Lo Porto). Il titolo inglese è Show Biz (Il mondo dello spettacolo) e fa così (che incedere dialettico da cantautore che ho eh?):

“Io non osso farcela/ e tu non puoi farcela/ e noi non/ ce la faremo/ e dunque non investirci sopra/ e non ci pensare/ nemmeno/ limitati ad alzarti dal letto/ ogni mattina/ lavati/ fatti/ la barba/ vestiti/ e vai là/ dentro/ perché/ al di fuori di quello/ tutto ciò che rimane è/ suicidio e / follia/ e dunque/ non puoi proprio/ aspettarti troppo/ non puoi nemmeno/ aspettare qualcosa/ e la cosa da fare/ è/ partire da una base/ minima/ modesta/ tipo quando/ esci di casa/ essere contento che la tua macchina/probabilmente è ancora lì/ e se c’è -/ che le gomme/ non sono/ a terra (…)”

 Mi sembra il nostro buon inizio di giornata in forma di una preghiera essenziale. Ieri  (dopo aver visto con D. PERDUTO AMORE...non mi chiedete di scriverne! Andate da Stupor Vacuo qui il link a fianco) sono andato a dormire sul terrazzo fin quasi verso le tre poi sono sceso per andare a dormire a letto. Prima di prendere sonno sul lettino ho riletto Salinger, UN GIORNO IDEALE PER I PESCIBANANA. Ho letto un giorno di sera e un giorno di giorno insomma.

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Di Carvelli (del 04/08/2004 @ 10:10:40, in diario, linkato 746 volte)
Estate. L'oroscopo inneggia e prefigura amori liberi. Per strada sorprendi lunghe telefonate in cui si fa accenno a qualcosa che non è così importante eppure non c'è nulla che si possa sostituire a quelle parole. Poi si parla di appuntamenti e di incontri senza peso ma anche senza pesantezza. In questo clima di brezza leggera sul caldo torrido di agosto leggo sul CORSERA (firma Paolo Di Stefano) dell'amore di Italo Calvino (sì sì avete capito bene...Italo Calvino) con Elsa de' Giorgi che è un amore travolgente e vivace e non so voi ma a me un brivido mi scioglie. Mi sciolgono le belle parole e la passione di uno de più grandi scrittori di questo secolo. Un intellettuale importante (i saggi valgono la sua migliore narrativa) e uno scrittore mimetico sublime che ha attraversato scritture e generi con inedita e autentica capacità di tenuta stilistica. La stessa che regge questa diaristica infuocata che non potrà che liberare altra energia su un'icona letteraria di grandezza prima che tutti hanno pensato fredda e fascinosamente altera. Una buona notizia estiva. 
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Di Carvelli (del 03/08/2004 @ 15:37:46, in diario, linkato 890 volte)

Nel numero in edicola un pezzo su LETTI...ovvero hanno chiesto a 12 VIPS come dormono e a latere recensione del libro.

Vanity Fair

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Di Carvelli (del 03/08/2004 @ 11:09:46, in diario, linkato 857 volte)

Che cos'è un letto? Semplicemente un oggetto d'arredamento, un mobile su cui dormire, o piuttosto un accampamento condivisibile con amici, un tappeto volante, una biblioteca mobile, un posto di meditazione? Probabilmente da quest'ultimo spunto parte Roberto Carvelli per creare Letti, i suoi 100 brevissimi racconti metafisici, o se vogliamo poemetti in prosa, o per meglio dire prose non molto narrative e con qualche ingrediente di filosofia e poesia. Una vita raccontata attraverso i letti propri o altrui, attraversati o visti, non tanto perché ci passiamo un terzo del nostro tempo dormendo, quanto perché la posizione orizzontale è la dimensione privilegiata del pensiero: abbandonati sulla schiena, o su un fianco, riusciamo a liberare meglio i pensieri, li abbandoniamo e ci abbandoniamo a un seguito notturno della vita. Scopriamo verità nascoste dentro il buio, perché a volte la troppa luce impedisce la visione. O piuttosto perché il letto è sincero, accoglie la nostra impronta fedelmente, senza inganni, e in qualche modo risponde al nostro bisogno di verità, sia pure dolorosa, troppe volte insoddisfatto. Ed è quanto dichiara fin dalla copertina, che riproduce l'ironico letto di chiodi dell'artista italo-argentina Silvia Levenson, dal provocatorio titolo Sogni d'oro.

Insomma in queste perle di pensiero orizzontale in cui i letti dicono la verità, Roberto Carvelli ricostruisce la sua giovane vita (è nato a Roma nel 1968), facendole assumere un andamento circolare. Si parte infatti dal Letto uno, che «arriva dopo la culla dell'infanzia e dura cinque anni», passando però per Il letto di prima, in cui il realismo lascia il posto al mito, al sogno di «pancia e liquido amniotico» che tutti abbiamo vissuto eppure non conosciamo. Per arrivare a L'ultimo letto che avremo, sorta di altare rialzato in cui dormirà per sempre il nonno trapassato, «tra candele e fiori, penombra e sussurri». E questo letto che sembra «avvicinare all'aldisopra» somiglia alla montagna sognata dagli aborigeni australiani, quella specie di collegamento fra la terra e il cielo che permette di non chiudere mai il contatto col «tempo del sogno», la dimensione della creazione in cui tutto è possibile, e da cui tutto nasce. Libro che inizia dal ricordo della nascita e che finisce col ricordo della morte, Letti è tutto immerso in un presente amniotico, in cui vita appena vissuta e riflessioni da essa suscitata si mescolano e si fondono. Il grande viaggio dell'esistenza è segnato da soste dormienti, quando vengono rievocate notti da ospiti in letti di città sconosciute o straniere: Lisbona, Dublino, Napoli, Bologna, Venezia, Parigi, Trieste non sono più solo nomi di città ma diventano tappe di un grande sogno.

Non mancano gli spunti di sociologia dell'arredamento, quando l'autore si sofferma sulla Chaise longue o sui sempre più ricorrenti divani-letto, che fanno pensare allo spazio ridotto in cui è stato relegato il «tempo del sogno» della nostra quotidianità. Lontana dalla sacralità della camera da letto di un remoto tempo contadino, oggi la stanza in cui si dorme è anche salotto, studio, spazio da condividere, tanto che il letto dell'ospite è «da abbandonare prima possibile come una nave che affonda per far posto al soggiorno». I letti della civiltà occidentale, civiltà com'è noto del tramonto e forse al tramonto, sono i confidenti di un nomadismo sentimentale, il prodotto di un'inquietudine indotta come i bisogni consumistici. In essi «si consuma senza consumarsi come se lì, in quei talami, stesse fiorendo una civiltà che poi scomparirà senza lasciare altre tracce che il progresso dell'essere umano». E le metamorfosi dei letti inclusi uno dentro l'altro, o nascosti uno sotto l'altro, raccontano le incertezze relazionali dei personaggi, indecisi perennemente tra la scelta di dormire soli o in compagnia. E' questo il modo di Carvelli, così felicemente arrivato al suo terzo libro (il primo è Bebo e altri ribelli. La rivoluzione spiegata alle commesse, 2002) di fare letteratura erotica nel tempo dell'incomprensione fra i sessi e della crisi dei ruoli. (Bianca Garavelli)

 

 

Roberto Carvelli, Letti Voland 2004

Pagine 120 € 10,00

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Di Carvelli (del 03/08/2004 @ 10:16:15, in diario, linkato 701 volte)

 

ORIZZONTALI

1 L'esplosione in Belgio

2 I metal detector nelle scuole inglesi per non far entrare i coltelli

3 Sì o No al bagno in piscina con chador?

4 Il nuovo DPEF

 

VERTICALI

1 Liboni con un colpo nel cranio perforante ma ammanettato. Le congratulazioni dei capi delle Armi e il "grazie" (sic!) dei familiari delle vittime del suddetto Lupo.

2 La commemorazione delle vittime di Bologna...la libertà di Mambro e Fioravanti, la P2 ai posti alti

3 La guerra in Durfur

4 L'inizializzazione della democrazia in Iraq

 

La soluzione si otterrà unendo le lettere delle risposte.

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