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 il letto di Kyoto... di Carvelli
 
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Ne avevo viste troppe io di cose non chiare per essere contento. Ne sapevo troppo e non ne sapevo abbastanza.

Louis-Ferdinand Céline
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carvelli (del 07/03/2005 @ 10:33:55, in diario, linkato 736 volte)
Vorrei dire qualcosa ma cosa di questa surreale parola fine di un vicenda di per sé surreale. Non mi escono parole umane né politiche. Mi fuoriesce una specie di rassegnazione da reiterazione (un riscontro). Esistono eserciti? In nome di chi o che? Esistono governi? Per nome di quanti e come? Esistono leggi? In favore di chi e quanto? E il resto?
 
Di Carvelli (del 07/03/2005 @ 09:49:38, in diario, linkato 764 volte)
Delle volte prendo un libro e lo leggo sospettoso fino alla resa di un'opinione (pregressa? preconcetta? preliminare?). Altre volte tre o quattro a salti o per il bisogno di avere seguito. Altre tre o quattro ad aborti di venti pagine o a salti di interesse. Altre volte (ieri) uno e poi il riassunto di un altro e un brano di quel riassunto come prova, e una poesia, e un altro brano e il riassunto dell'altro ancora come se il libro fosse uno e le parole che ne parlano un circolo di frasi dentro cui fare una specie di girotondo.
 
Di Carvelli (del 06/03/2005 @ 18:37:59, in diario, linkato 854 volte)
EHHHMMM avete presente l'America, quella cinemoni multisala popcorni a quintalate, l'America tutto in grande, l'America musica in filodiffusione e... Io no. Cioè io mai stato: quindi senza nulla sapere a parte film a parte cinema e tivvù entro in questa sala tormentata di file di PC e cento tra sfortunati soli disperati innamorati arrapati temporeggiatori che digitano con il mondo da una unica scrivania continua e vedo l'intera sagoma del Grande Paese, il Paese che conosco per interposta televisione. Eccomi ad aggiornare il mio blog dalla finestra-mondo nel cuore del tritone romano, nella sua dispersione, nel suo disargine...
 
Di Carvelli (del 04/03/2005 @ 12:54:55, in diario, linkato 744 volte)

Martedì 8 marzo (ma è la festa della donna? sì lo è!)

ore 21.30

Centro Anami

Borgo Vittorio 87 - Roma

all'interno del laboratorio di scrittura creativa Luigi La Rosa discute con Roberto Carvelli di Perdersi a Roma. Guida insolita e sentimentale (edizioni interculturali)

 

RIMANDATA

 
Di Carvelli (del 04/03/2005 @ 12:23:30, in diario, linkato 811 volte)

Avevo già visto che gli amici di Minimum Fax hanno preso a segnare i loro libri con la crew (loro sì hanno una vera e propria crew, onore al merito!) che li produce. Mi preme ricordare che LETTI (Voland) portava alla fine TITOLI DI CODA (ma forse non sono il primo)... seguiva una sorta di lista degli interpreti del libro dalla creazione alla produzione. (controllare) 

 
Di Carvelli (del 04/03/2005 @ 11:16:41, in diario, linkato 760 volte)

Per ricucire ogni fede strappata

esiste un ago gentile,sebbene

nessun segno apparente lo riveli-

è infilato nell'aria-

 

E sebbene ad indossarla

rechi il segno dello strappo

la veste è ancora adatta,

uguale la misura- (Emily Dickinson)

Nulla, nulla succede fuori di noi. Noi siamo gli altri, tutti gli altri, e gli altri - tutti - sono noi. Io è una congettura per difetto, un'ostinazione piena di errori di supposizione e miopia. Decidiamo (rassegnamoci) che Io è Noi e che nulla sia fuori di questo congiungimento per essere finalmente completi, pieni e felici di tutta la difformità che c'è.

 
Di Carvelli (del 04/03/2005 @ 10:15:47, in diario, linkato 724 volte)
Dicono: non è il suo mestiere. Dicono così. Per giustificare che lì non è conduttrice. Che lei non è un'attrice, lui non un attore. Dicono che non è il loro mestiere. Lo dicono loro, lo dicono gli altri. Appunto, dico io. Facesse il suo di mestiere.
 
Di Carvelli (del 04/03/2005 @ 09:54:29, in diario, linkato 801 volte)
E invece no. Non saprei che dire. A parte Grande Arigliano. Davvero non saprei che dire visto che non l'ho visto. Ma ricordo delle serate (la spugna non può passare su tutto ma anche non può pulire tutto, a fondo, nel bene e nel male) piacevoli a guardarlo in casa di amici, anni fa. Detto questo sono usciti anche dei bei film e forse è il caso di uscire, fumare il sigaro, fare l'amore, essere felici, perdere tempo, cucinare, fare il bucato (sì, ma dove stenderlo?), leggere e sistemare la casa.
 
Di Carvelli (del 03/03/2005 @ 15:33:20, in diario, linkato 888 volte)

TITOLO: Perdersi a Roma. Guida insolita e sperimentale
AUTORE: Roberto Carvelli
CASA EDITRICE: Edizioni Interculturali
ANNO: 2004
PAGINE: 250
COSTO: 12.00

Roma si apre allo scrittore, al suo sguardo appassionato, curioso, capace di cogliere l'anima segreta della capitale, l'anima più nascosta e più suggestiva. Quello stesso sguardo ci restituisce la città e i suoi quartieri attraverso una serie di conversazioni con scrittori che vivono o hanno vissuto a Roma. Accanto a queste voci significative della nostra letteratura scorrono le citazioni letterarie, raccolte attraverso un affascinante viaggio tra i libri. Libro-viaggio in movimento, in cui si racconta il continuo flusso dell'andare e del venire, in cui si celebra Roma, la sua disarmante bellezza come pure le sue rovine, i suoi luoghi meno battuti. Un atto d'amore verso una città che è possibile continuare a scoprire. Carvelli, miscela passeggiate sbilenche e alternative alla Roma delle guide turistiche tradizionali, intervista scrittori (Veronesi, De Luca, Bertolucci, Magrelli, Onofri, Desiati, Cerami, Anedda, Petrignani, Susani, Lodoli, Damiani, Raimo, Canali, Cotroneo) che l'hanno abitata o la abitano ed arricchisce, questa “guida” scritta da dentro, interna, con citazioni di scrittori di passaggio o residenti nella Città Eterna, ricostruendo, così, una geografia nuova. Il libro è in una strana commistione di linguaggi, dal racconto di viaggio, alla prosa poetica, all'intervista, alla campionatura di voci, si sviluppa attorno a macrotemi (le sue vie d'ingresso, l'operosità, il 'femminile', il Nord e il Sud della città, le sue rovine, l'impossibile abbandono, ecc.) che tagliano trasversalmente i luoghi della città e il loro impatto emotivo. La non-guida che ne risulta, si presta a diventare così un'antologia di pensieri su Roma e un libro di compagnia per soggiorni laterali, ideale completamento di tour già segnati ma anche uno sprone a cogliere la complessità e la multiformità dell'Urbe. "Perdersi a Roma", si risolve alla fine in un percorso di perdita e un invito all'abbandono delle strade troppo battute, permettendo al lettore di scoprire la bellezza “seconda” ma più affascinante della città eterna. Una Roma insolita, tracciata nelle gradazioni del bianco e nero dalla mano notevole dell’illustratore Luigi Ricca. Una Roma non solo fatta di storia ma di sentimenti, piaceri, emozioni.

 
Di Carvelli (del 03/03/2005 @ 12:41:26, in diario, linkato 730 volte)
La domanda di oggi - giornata di internet singhiozzante - è: quanto impiega un copo a capire il calore? Quanto una pelle nera può costruire una resistenza al freddo? Quanto quello di un barbone alla stasi? Ho scoperto che un barbone sotto il mio ufficio fa un dondolio strano che credo sia una specie di automatismo per alzarsi la temperatura del corpo senza faticare. Poi ha i sandali e sotto i capelli ha degli occhi spiritati come se dentro ci fosse un dio ma i marciapiedi sono pieni di escrementi che sembrano serpenti, risulta di animali enormi.
 
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