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 Il letto di aegina... di Carvelli
 
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Per me l'amore è un puro concetto dotato di un corpo inadeguato, che passando attraverso cavi sotterranei, linee telefoniche ecc., riesce faticosamente a trovare il contatto. Una cosa terribilmente imperfetta. A volte ci sono errori di trasmissione. A volte non si conosce il numero. A volte ti chiamano, ma hanno sbagliato numero. Non c'è niente da fare. Finché vivremo in questo corpo, sarà così.

Haruki Murakami
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carvelli (del 19/05/2004 @ 09:16:36, in diario, linkato 808 volte)
All'alba che correggo le bozze del prossimo PERDERSI A ROMA. GUIDA INSOLITA E SENTIMENTALE che uscirà per edizioni interculturali. Mi rendo conto che finora ho scritto un romanzo che è un libro di racconti, ma forse neppure, un bestiario, uno stupidario, exempla contemporanei, una galleria di personaggi e racconto di eventi senza letteratura (con poca letteratura) almeno così mi sembra. Una storia episodica senza sviluppi di costrutto. Un  libro di racconti a tema LETTI, quindi quasi un saggio o un poema in prosa sul dormire, circolare e autoreferenziale come si compete ad un'autobiografia. Ora un libro su Roma fatto di racconti, citazioni e interviste ad autori non contemporanei sulla mia città. Poi arriverà LA COMUNITA' PORNO  che è un libro di interviste e cronache di set. Finora ho fatto questo. Non mi sono sposato. Non ho figli. Sembro l'uomo dell'incertezza (ma chi è l'uomo della certezza a parte il Signor B.!) e invece mi avverto anche come radicalmente ancorato a quello che sono, che desidero, che penso pure in questa apparente assenza di argini...Boh
 
Di Carvelli (del 18/05/2004 @ 08:59:54, in diario, linkato 904 volte)

E' ufficiale: è uscito LETTI per la Voland

http://www.voland.it/pages/scheda_libro.php?id=116

 
Di Carvelli (del 17/05/2004 @ 10:15:07, in diario, linkato 858 volte)

Una delle mie grandi fortune è l'amicizia di Daniela Gambino ve lo confermo. Con lei e tutto il team l'Ostile sabato abbiamo passato una settimana di ostilità appunto all'Illegal Art Show. Un'edizione forse tiepida ma bella. Lì abbiamo presentato un nuovo numero poster del giornale www.l'ostile.org che vi prego di richiedere. E' stampato free press (leggi pagato da me dario e luisa...si accettano volontari anche per i 5 euro) quindi se avete una libreria carina e ostile (che ossimoro?) o un localino noi ve lo mandiamo. Per esempio a Milano o Bologna o Torino o dove siete. Se no lo portiamo da Bush che a lui piace l'Ostile, lo dice sempre. Dicevo della Gambino (www.danielagambino.splinder.it). Ecco lei è una che magari stai salendo cinque rampe di scale che tu pensi "maria....chi ce la fa" e lei ti tira fuori una verità immensa. Parlando di Baggio dice: "la sua grandezza è vedere quello che non c'è... anzi questa è la grandezza". E vuole dire che tecnicamente e medicalmente Roby non potrebbe giocare (glielo dissero e glielo dicono) ma lui continua. Perché? Perché vede altro. Oltre il dolore delle ginocchia, la stanchezza e le frustrazioni delle tante operazioni e dei tanti infortuni. Ha visto altro. Finora. Forse anche adesso vede altro o forse fa un balzo indietro prima di un altro agguato da leone che non è altro. Un leone buono e lieve.

 

 

 
Di Carvelli (del 13/05/2004 @ 12:38:30, in diario, linkato 756 volte)

Cioè io. Cioè MAGARI. In realtà chi mi conosce sa. Non sono preciso o almeno non maledettamente. Cioè maledettamente sì lo sono ma non preciso. Sono altro maledettamente. Eppure ieri ho toccato i vertici dell'entropia. Per la prima volta, forse, mi è capitato di andare al cinema dimenticando di aver preso precedentemente un altro appuntamento. Alla fine a due minuti dallo stesso un barlume di lucidità nel buio della sal schermato per i cell. Ed ecco che sono costretto ad uscire e telefonare a questo che inseguo da mesi e che davvero non se ne può più...ci dobbiamo mettere d'accordo per una cosa. Ed ecco che non vi so dire se Schultze vuole suonare il blues è o no un bekl film (nostante la dritta del mio amico Stupor). Ed è così che l'idea di un me maledettamente....preciso....vacilla, per quella di solitamente preciso. Non so com'è ma sono felice uguale.

 

 
Di Carvelli (del 12/05/2004 @ 09:16:37, in diario, linkato 814 volte)

Allora. Stiamo andando ad esportare presso i barbari iracheni il nostro messaggio di compiuta democrazia. Essa si compone di: calcioscommesse, ingaggi miliardari ai calciatori agli anchorman ai dirigenti di azienda ministri condannati per associazione mafiosa. Modi crudi con cui gestire (la guerra è guerra) gli ostaggi. Guerra unilaterale senza rispetto delle risoluzioni internazionali.

                                

Appoggio a stati che violano le risoluzioni. Armi a governi illiberali. Governi che ignorano rapporti sui diritti umani (e non va più di moda il bon ton delle dimissioni politiche). Cariche politiche golpiste nella tv di Stato. Vocabolari nuovi da accettare (pacifista=disobbediente ecc.). Snellimento della politica fiscale (in aiuto a chi soldi ha già). Ragazzi uccisi o quasi per un motorino. Questo e molto altro ancora per la gioia degli infedeli e la loro redenzione.

 
Di Carvelli (del 11/05/2004 @ 15:25:52, in diario, linkato 811 volte)

 

Ecco l'immagine in copertina di LETTI  in uscita per Voland: SOGNI D'ORO di Silvia Levenson.

Mentre è in stampa un nuovo numero-foglio de l'ostile free press

www.lostile.org

 

 
Di Carvelli (del 11/05/2004 @ 08:56:36, in diario, linkato 709 volte)

Non c'è verso. Qualsiasi puntata di PORTA A PORTA una puntata sul mondo musulmano. Con difese d'ufficio luoghi comuni paure dissensi e Vespa che osserva tutto sornione, fiero di aver trovato i termini della questione veri. I due mondi, quello occidentale e quello musulmano la democrazia e le barbarie. A Milano qualcuno è inorridito davanti alla

installazione milanese di Cattelan (qui su una sua opera...faccio come al telegiornale di Fede in cui dietro le sue spalle compare un Prodi in ghigno stolido e lui dice "ecco Prodi in una sua consueta espressione") che rappresentava bimbi appesi per il collo (ma sereni nell'espressione) ai rami di un albero mentre da mesi infuria una guerra che sta facendo espressioni meno felici. Come questa

 

 
Di Carvelli (del 10/05/2004 @ 09:07:56, in diario, linkato 789 volte)

 

Sono tra l'altro uno che si addormenta al cinema. Soprattutto se stanco. Ma anche no. Non so come succede. Sono stanco e poi mi addormento. Magari un po' solo 20 minuti e di solito più o meno al centro. Magari non mi succede se sono con qualcunio che non conosco. Ma non è sicuro. Ho dovuto rivedere Kill Bill 1 prima del 2 per capire che la mia assenza temporanea era durata lo spazio del duro combattimento giapponese. L'idea comunqu era: Kill Bill 1 bello, prezioso stiloso ma formale. Ma bello bello certo. Ora dopo aver rivisto il 1° e il 2° l'idea è: un capolavoro da storia del cinema. Più bello il 2 dell'1. Ma belli insieme. E' come aver scritto un film da antologia del cinema. La perfezione di Jackie Brown e la creatività di Pulp Fiction

rimangono indiscusse e inusuali ma qui siamo allo sfottò. E' come un pugile che sente di avere il match in mano e irride l'avversario facendo moine o un calciatore che sicuro della sua supremazia e del punteggio si permette giochi da allenamento. Così Tarantino. Che gioca a citare i generi senza essere un clonatore. Niente da dire: appassionante, bellissimo, pieno di rimandi. La circolarità è spiazzante. la storia è quella che la Thurman più o meno accennava nella sequenza del pilota di Pulp. Poi si diverte a farle quadrare nell'aria con il dito come in Pulp. Con la stessa leggerezza Tarantino le porta alla conclusione. Da vedere e rivedere.

 

 
Di Carvelli (del 08/05/2004 @ 11:40:56, in diario, linkato 781 volte)

"Nel corso dell'ora in cui attesero che il bambino si addormentasse, le mani di lei non lo lasciarono un attimo. Ma, anche prima che sedessero insieme sul letto di lei, Laing sapeva che, quasi a dimostrazione della logica paradossale del grattacielo, la loro relazione sarebbe finita invece che cominciare, con quel primo atto sessuale. In realtà li avrebbe separati, invece di unirli. Per lo stesso paradosso, l'affetto e la preoccupazione che sentiva per lei mentre erano sdraiati sul suo letto singolo gli sembravano manifestazioni di insensibilità invece che di tenerezza, per la precisa ragione che tali emozioni non avevano alcun collegamento con le diverse realtà dell'universo che li circondava. I pegni che si sarebbero scambiati, che avrebbero dovuto manifestare il reale attaccamento dell'uno all'altra, erano fatti di materiali molto più malsicuri, di erotismo e perversione."

 

J.G. Ballard - Il condominio

 
Di Carvelli (del 07/05/2004 @ 09:23:49, in diario, linkato 811 volte)

Su www.nazioneindiana.com

si parla del mio libro (a giorni in libreria)... meglio c'è la splendida postfazione della mitica Francesca Serafini già Accademia degli Scrausi....

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