E poi, Machado, le tue poesie!/ E' un po' come quando un uomo di mezz'età/ s'innamora un'altra volta. Una cosa bella da vedere/ anche se un po' imbarazzante./ Ho fatto qualche sciocchezza, tipo metter su il tuo ritratto./ E andavo a letto con il tuo libro/ per averlo a portata di mano. Una notte un treno/ è passato nei miei sogni e mi ha svegliato./ E la prima cosa che mi è venuta in mente, con il cuore a cento,/ nella stanza buia è stata:/ va tutto bene, tanto c'è Machado./ E poi sono riuscito ad addormentarmi.
Di Carvelli (pubblicato @ 16:42:23 in diario, linkato 782 volte)
Oggi mi sento un po' così...space invaders...vorrei essere un piccolo pixel del gioco anche uno che viene abbattuto perché no, tanto deve finire per tutti. In realtà mi basterebbe sentire il solo rumore. Quello del gioco, quello del tasto che lancia i missili e dei due che muovono il cursore. la mano che ballava velocemente da uno nall'altro con tocchi rumorosi. E allora ecco che vi segnalo il lavoro del bravo performer svizzero Guillaume Reymond oltre all'originale (per noi nostalgici) sperando di trasmettervi (e contagiarvi di) pixel positivi.
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