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 il letto di Silvia... di Carvelli
 
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Ne avevo viste troppe io di cose non chiare per essere contento. Ne sapevo troppo e non ne sapevo abbastanza.

Louis-Ferdinand Céline
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carvelli (del 10/06/2005 @ 09:18:43, in diario, linkato 885 volte)

 

C'è un racconto breve e bellissimo di Cechov dal titolo UNA NATURA ENIGMATICA. Il racconto è del 1883, breve come si diceva, arguto e a sorpresa. Si apre nel sentimentalismo e si chiude nell’effetto comico del finale a smascheramento. Si cita Dostoevskij – o meglio lo cita la signora con bel ventaglio in sfoggio ferroviario – e si dà a tutto l’aria di un… Ripartiamo. C’è uno scrittore e davanti ha una bella donna. La fissa. E, come si compete e si richiede ad uno scrittore sia pure in formazione come questo, lo scrittore la seduce non con le parole ma con l’intuizione della fisiognomica. Quella si sente gratificata. Lo scrittore dalla sua si sente gratificato lui. Insomma, più che un gioco di seduzione, un gioco di sedizione della sincerità. E infatti, alla fine, tutto si smoscia nello svelamento. La donna infelice due volte (per un primo matrimonio non d’amore di cui ha agognato la fine per vecchiezza del coniuge al cospetto di un amore più sincero e parlallelo e per un secondo fotocopia del primo e sempre fomentato dalla ricchezza del malcapitato) lo è sua causa. Insomma, la morale c’è. Diffidate delle espressioni enigmatiche e dell’infelicità amorosa sbandierata. Spesso le une e l’altra (di qualsiasi sesso siano) sono una attraente vetrina di un dolore vostro. Futuro. La natura non è enigmatica e dietro agli annunci amorosi si celano sadismi mascherati.

 

Nella foto, signori/e, Cechov, negli anni.

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Di Carvelli (del 09/06/2005 @ 14:44:34, in diario, linkato 2459 volte)
E' un modo di dire romano. Molto romano? Non so. Io lo so romano e lavorativo per giunta. Sindacale direi per quanto abbia ricordi di pallido (diafano direi) sindacato nella mia carriera lavorativa. Far passare la sete col prosciutto: avrà omologhi in un parallelo e più panificatorio "render pan per focaccia". Ma l'effetto sete è più implosivo/esplosivo. Quindi lo sposo. E' vero che alle volte niete toglie il sapore del sale fatto masticare agli altri come "il viceversa". Solo che per esperienza nessuno si mangia il sale mentre tutti tentano di dartene a te.
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Di Carvelli (del 09/06/2005 @ 09:32:39, in diario, linkato 765 volte)

 Libreria Argonauta - libri per viaggiare

 Venerdi 10 Giugno 2005 h. 18.30                       

             

 Roberto Carvelli           

 

 Letti

 Ed. Voland

L'autore di Perdersi a Roma - Guida insolita e sentimentale racconta la storia della propria vita attraverso i letti. Brevi sequenze narrative sull'atto del dormire come momento a cui dedichiamo, in automatico e distratti, un terzo della nostra vita. I letti dell'amore da soli, poi quelli dell'amore in due e dell'affrancamento dalla famiglia. I letti degli altri come l'erba più verde; i letti del desiderio, dell'amore consumato e di quello solo sognato.Le abitudini del dormire, la sfortuna dell'insonnia... stralci di un'esistenza per lo più orizzontale.

                                                                                                                                                       

Libreria Argonauta

Via Reggio Emilia 89

00198 Roma

tel. 068543443 fax: 0685856499

info@argonautasrl.it

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Di Carvelli (del 07/06/2005 @ 16:57:34, in diario, linkato 678 volte)

In mancanza di mail (in attesa di uno sblocco della mia posta) ... visto che persistono i problemi per rispondere... una mail pubblica/privata

Cara *********
le tue parole mi rendono particolarmente
felice. Meglio, mi rasserenano. Alla fine quando pubblichi un libro
è come se pensassi che quel tuo figlio così giovane (che tu pensi ancora troppo giovane e impreparato alle difficoltà del mondo) ora è pronto per andarsene in giro. Per il mondo, appunto. Che poi è l'Italia... ma per te è il mondo. E fino all'ultimo ti aspetti che possa tornare indietro ché ancora non è il momento. E vorresti dirgli una cosa in più, che lo possa aiutare a... Poi un po' ne perdi le tracce. Dove sta andando? Si starà spiegando bene? Lo capiranno? Avrà amici? Il brutto è che non scrive... sono così i figli... non scrivono... hai voglia a dire! Magari per puntiglio ma non si fanno più sentire. Per fortuna qualcuno parla per loro... E' per questo che mi fa piacere sapere che avete fatto amicizia e che vi state facendo compagnia.
Un saluto
R

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Di Carvelli (del 07/06/2005 @ 11:33:44, in diario, linkato 648 volte)

Già,

non so cosa fa bene alla paura della morte

ma è quella che bisogna curare

io provo.

La morte non ha rimedio invece

ma ha tempo 

e anche il tempo si può curare.

 

Non funzionandomi mail e altro provo a continuare a dire...

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Di Carvelli (del 07/06/2005 @ 09:37:48, in diario, linkato 903 volte)
Nostro porno quotidiano
 
Dal web alla pay tv, dai cellulari ai film di Cannes, alla pubblicità: trent’anni dopo “Gola profonda”, protagonisti e linguaggi delle pellicole hard vengono sdoganati. Ma per molti italiani sondati da “News”, il videosesso è ancora un tabù.
 

di Gianluca Lo Vetro

 

Ha calato le braghe anche il karaoke di Fiorello. E il più familiare degli intrattenimenti si è trasformato in pornaoke, un nuovo gioco dove i concorrenti non mimano più le canzoni di successo, ma i gemiti dell’orgasmo di un film porno. Sempre una prova di ugola, certo, non casta ma in sintonia con il porno che avanza. Già, anche dai manifesti pubblicitari della ragazza in mutande si leva l’invito esplicito: “perché non ci provi?”. Roba da far arrossire il vecchio, romantico, “chi mi ama mi segua”. Nel frattempo, per la par condicio delle provocazioni, a uso e consumo del gentil sesso negli gli spot del gelato da passeggio il “cuore di panna” abdica in favore di un'altra parte anatomica esclusivamente maschile. Da guastare, comunque, per via orale. Altro che fascia protetta e scandali circoscritti al segreto delle alcove: Il porno è di massa per dirla parafrasando il titolo del libro di Pietro Adamo (ed. Cortina) che analizza scientificamente l’evoluzione dell’hard dagli Anni ’70 ai recentissimi, incredibili, sviluppi. Confermati dai dati dell’ultima indagine Eurispes sul "consumo" delle luci rosse, che per valore supera l’industria delle armi: fate l’amore, non fate la guerra.

 

 

L'anno scorso il settore ha incassato 1101 milioni di euro contro i 984 dell'anno precedente e gli 895 del 2002, complice la diffusione delle pay tv che garantiscono una maggiore privacy, con un giro di affari di 247 milioni di euro. Un dato sorprendente per un'Italia che sembrava aver superato l'era di Cicciolina in Parlamento, per mettersi in fila a omaggiare la salma del Papa. Fatto sta che anche l’evoluzione dei telefonini in videofonini ha incentivato l’ingrossamento dell’affare. I giochini da scaricare sul microschermo, cinque minuti di pose hard liofilizzate in dimensioni millemetriche al costo di due euro, hanno fruttato 140 milioni di euro grazie a 70 milioni di connessioni. Il porno corre anche senza fili. A sdoganare un genere che è uscito allo scoperto nel ’69 alla prima fiera del porno di Copenaghen, ha certamente contribuito Gola Profonda: film dall’eloquente titolo interpretato nel ’72 da Linda Lovelace, divenuto un cult del costume. Tanto, che sta suscitando molto interesse il documentario Inside Deep Throat prodotto da Brian Grazer per la regia di Fenton Bailey e Randy Barbato. Il film ricostruisce il caso Gola Profonda: girato in sei giorni, costato 25 mila dollari e diventato uno dei dieci campioni assoluti del grande schermo con 600 milioni d’incassi. Ma soprattutto, l’opera che tra infinite polemiche ha inaugurato la cosiddetta “golden age del porno”.

 

 

Alla faccia della protagonista, Linda Lovelace, che dopo le riprese della pellicola-scandalo intraprese una vera e propria crociata contro l’industria vietata ai minori, accusandola di nefandezze d’ogni sorta. Chissà cosa penserebbe l’attrice scomparsa di recente dell’ultima frontiera raggiunta dal “porno quotidiano”? Secondo la psicoterapeuta Gianna Schelotto, «si fa sempre meno sesso e lo si guarda sempre di più». Un po’ come nel detto “can che abbaia non morde”. Ma in questa massificazione del proibito c’entra anche la comunicazione allargata in Internet. Là, dove ciò che prima si viveva con vergogna in silenzio e solitudine, ora viene messo in comune in quella che Roberto Carvelli ha definito nel libro La comunità porno (ed. Coniglio). C’è di più. Visto che “la patata tira”, come insegna uno degli slogan hot di largo consumo, tutti i settori di un mercato in cerca di numeri cavalcano la provocazione. Persino la moda, massima espressione della raffinatezza, è ricorsa al porno-chic con la prima boutique a luci rosse di Sonia Rykiel, i copricapezzoli di John Richmond indossati da Janet Jackson e i gioielli fallici di Vivienne Westwood. Mentre l’ennesima linea di lingerie, Madame V, si annuncia come una collezione di attrezzi per ogni perversione. E allora, perché un potente detersivo non dovrebbe attrarre le attenzioni femminili con vibranti allusioni falliche? Inutile cercare risposta nelle leggi che chiudono un occhio di fronte a tutto ciò che alimenta il mercato. Il cosiddetto “buon costume” è forse il solo ambito nel quale l’emancipazione del vissuto fa più testo del diritto scritto. E il comune senso del pudore sembra ormai assuefatto alla pornografia. Al punto che quest’ultima pare uscita dalla clandestinità. Questa è la vera novità. I pornografi di un tempo, portabandiera della liberazione sessuale, oggi sono gli uomini marketing che hanno banalizzato la provocazione in prodotto di massa. Trasformando la pornografia in quella che Pasolini definì «un’ansia conformistica di essere liberi».

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Di Carvelli (del 07/06/2005 @ 09:13:43, in diario, linkato 650 volte)
Niente. Le parole sono niente che consola. Le ho scritto così. Della morte so poco. So la morte. La morte soltanto. E non la so. Non del tutto. Non come un'abitudine perché non ci si abitua alla morte. In una mattina da bricoleur quando il freddo del mattino ha sostituito il caldo della notte e i fischi delle rondini (ma sono balestrucci) il silenzio iniziamo ognuno la nostra battaglia con la morte. Ognuno combattendo contro quello che c'è. Qualcuno rischiando di più e tutti nella certezza che la vita è la solo risposta. O niente.
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Di Carvelli (del 06/06/2005 @ 09:24:21, in diario, linkato 735 volte)
Devo a un doppio fortunato incontro questa scoperta. Col nome dell'autore e con la fortuna che me lo ha recapitato in mano da mani amiche. Di mano in mano è il destino dei libri. Di bocca in bocca la loro fortuna. L'amore. Mentre attendo alla lettura del più rinvenibile titolo successivo dello stesso autore mi pregio di entisiasmarmi/vi. Consigliandovelo. E' strano il destino dei libri. Di molti pure belli se ne parla poco di altri pure molto inutili non si sente che un chiacchiericcio diffuso e tormentoso sul nulla. Questo è un libro di meravigliosa scrittura e visionarietà. Dove il sesso traborda nel dolore e nel tempo, schizza umori e incrosta facendo un manto lungo dei giorni vissuti. Più vissuti, più lunghi tessuti. Meno bello il racconto che dà il titolo alla raccolta il resto è sublime eppure invasivo. Ti rimane addosso ti impiastra. L'odore su tutto. Il sangue come tutte le altre materie di cui è fatta la vita e il corpo come sua nave crociera.
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Di Carvelli (del 06/06/2005 @ 09:09:07, in diario, linkato 761 volte)
Bisogna far finta che tutto muore e che oggi non ha domani e che stasera si consuma tutto. E che è inutile aspettarsi dal tempo quel che si vorrebbe. Ché è tutto adesso e dopo non sai. Così avanzi. Con queste piccole bugie dette bene. Prima che siano smascherate. Se l’inganno è fatto bene il sorriso è sincero. Se i denti si contraggono in un dubbio o l’inganno è mal posto e smascherato o hai detto del futuro e nell’incertezza paventata della morte la bocca si contrae in un ghigno. Bisogna fingere di morire ogni giorno per vivere un momento ancora. Come una bugia. A fin di bene.
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Di Carvelli (del 06/06/2005 @ 09:05:55, in diario, linkato 1985 volte)
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