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 marina di pisciotta... di Carvelli
 
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Quand'ero giovane, avevo ali instancabili,/ ma non conoscevo le montagne./ Quando fui vecchio, conobbi le montagne/ ma le ali stanche non tenevano più dietro alla visione./ Il genio è saggezza e gioventù.

Edgar Lee Masters
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carvelli (del 21/04/2004 @ 08:00:43, in diario, linkato 813 volte)

Finito “I giorni dell’abbandono” della Ferrante, un libro che conferma le doti di scrittura, la capacità narrativa, anche se la storia in sé lascia un po’ di perplessità nell’assoluta mancanza di giustificazioni della lunga troppo lunga sequenza dell’appartamento-prigione che se vuole essere metafora di una sofisticazione della vita serena e normale di una famiglia finisce per diventare tomba del senso. L’ Amore molesto rimane un libro più perfetto con meno derive non narrative ma, lo ripeto, di senso. La fantomatica autrice che vive in Grecia ma sembra avere ascendenze partenopee (anche qui Napoli echeggia nella reclusione Torinese) si conferma talento di prosa, meno di struttura. E se nell’Amore una certa entropia serviva qui al stasi narcotizza. Passo a Ballard, “Condominio”, e già mi intrigo. Visto “Il genio della truffa” DVD che fa il paio con “Secret window

                                                

visto al cinema con discreto piacere a dimostrazione che spesso il cinema americano ha sfumature pur rimanendo su campiture di grandi tele e non di minutismi. Magari è un attore e la sua recitazione: nel Genio c’è un Cage bravissimo (da quando no? O quando sì? Via da Las Vegas?),

nell’altro uno strepitoso Depp. Meglio Il genio, sicuro ma Secret si difende e Depp è enorme pur nella bellezza che speso è deterrente ahilui.

 
Di Carvelli (del 19/04/2004 @ 20:31:58, in diario, linkato 854 volte)

Ho mancato di scrivere e mi dispiace di una bella mostra vista a Genova ormai è un po'. Joseph Beuys che già da sé è un'opera. Lo è la sua storia di guerra triste e di salvezza. Una mostra fatta dui genialità e di filosofia applicata alla storia degli oggetti. Meglio le sculture (diciamo così) dei disegni. Da vedere.

 
Di Carvelli (del 17/04/2004 @ 18:03:26, in diario, linkato 957 volte)
Sabato pomeriggio molto romano, molto Pigneto. “Io ho montato l’armadio, intanto” fa Carvelli, la Gambino legge concentrata, (come si dice quando una è molto concentrata, concentrata?) “oh, me senti gambì, che fai scriviamo un post per i nostri blog, e poi ce li linkiamo?” la Gambino legge, fa uno dei suoi "uhm, uhm”, che non vogliono dire una mazza. Carvelli accende il PC. Gambino si ridesta. Carvelli - Gambino davanti allo schermo del PC. “Voglio scrivere io” fa Gambina e scippa la sedia decisa. Carvelli subisce, ma solo per qualche secondo. Lei digita con lentezza esasperante. “Il mio blog avrà un calo terrificante se continui così, più svelta”, dice Carvelli. “Ma di che parliamo?. Comincia Gambina: facciamo una cosa raffinata...di quando moriamo. C. Sarebbe? G. Facciamo un post di quando saremo post, una specie di biografia. Un coccodrillo. C. Tocchiamo ferro va. Allora mettiamo tutta la nostra opera omnia. Quale libro vorresti dentro la tua cassa da morto? G. Vanno bene tutti, basta che non mi mettono Baricco, io sto a posto, forse il libro delle barzellette di Totti, se proprio devo scegliere, almeno mi faccio due risate. E tu, Carvelli? C. Sai che non lo so. Una cosa molto orientale, qualcosa tipo un libro sapienziale. G. Che vuol dire sapienzale?, C. Non sai niente! Ti si deve dire tutto, significa uno di quelli dove c’è scritto: tutto muta, noi non siamo niente, il corpo va, il pensiero resta…la vita è eterna tanto manco me lo posso rileggere coen le mie quattro ossette… G. Allora mettici Baricco, senti a me. Senti ho cambiato idea, basta storie mortifere, voglio scrivere la mia biografia possibile, metti che mi laureavo, 10 anni fa, vincevo un concorso alle poste, mi sposavo, che avrei scritto? C. Un libro per Einaudi, G. come fai a saperlo? C. Tutti quelli che scrivono per Einaudi sono così. G. Ma va. E tu la tua biografia possibile? C. Non ho rimpianti, e più un discorso legato al tempo. Cioè delle cose che sto facendo adesso avrei potuto farle prima. G. Ma magari prima non eri pronto, C. ma chi ti credi d’essere? La Mazzantini. Vedi, fino a qualche anno fa uno avrebbe detto la Tamaro”.G. E’ come dicono nei libri sapienziali: tutto muta. C. Vorrei essere stato più intellettuale. G. Anch’io. C. Me lo immagino la Gambina intellettuale, con gli occhialetti…G…che non ride mai. che mangia quando se lo ricorda..C…che va a cena da Baricco, perché sono amici…G. che invece di scrivere i post con gli amici si fanno le intervistine serie, magari sui quotidiani, le citazioni di rimando. Tipo? Tipo… Pensano l’uno dell’altra. Carvelli: per me Gambino è come un’icona pop, metterei la sua faccia sui succhi di frutta, è vitaminica. Gambino: tutti vogliono essere Carvelli, che ve lo dico a fare. Invece noi siamo molto più veraci, altro che intellettuali, tu da intellettuale faresti ridere. C. perché ridere? Io sono un animo fine, sai. G. See, ma se ti magni la bresaola con tutta la plastica di protezione. C. Sì, però amo i libri sapienzali, mica le barzellette di Totti, io. G. Io faccio il tifo per Totti perché me lo posso permettere, io non devo provare niente a nessuno, capito? C. sei una snob intellettuale, poco fa ho visto che mi cercavi Bianciardi fra le mensole della libreria G. lo prendo come un complimento, io vorrei essere un intellettuale, e pure tu, lo hai confessato. Che c’è, ti rode? Carvelli: Levati va, fammi scrivere a me. (La gambino molla la tastiera, di malavoglia) Intanto io ho montato l’armadio Io volevo fare un post io c’ho messo il PC e se stiamo ad aspettare te sai quando finisce…Poi c’hai ancora i diti sporchi di pizza i diti zozzi e mi rovini la tastiera. A parte che mi hai messo sotto sopra la casa e mo’ vuoi pure Bianciardi….Ma lo sai chi è per me Bianciardi? Dico,non lo sai? E’ un’icona…ma mica come te…Quelle sono icone…tu sei una zot(icona). Mi spiace so che i miei lettori sono abituati ad altro ma lo devo dire…ecco… chi sei Una zotica sicula con i diti zozzi di olio… Ecco cosa sei…altro che icona pop…. Senti qua….Sunday Bloody Sunday stiamo a torna’ ragazzetti…(la radio manda il pezzo degli U2). La gambino non gradisce i commenti G. Nella mia biografia possibile, se nascevo maschio, a quest’ora t’avevo già suonato come una zampogna. C. Smettila…stai rovinando tutto dài… G. Carv. Hai segnato la fine di un amicizia decennale C. E’ proprio vero che le sicule sono permalose.. Alla prossima puntata
 
Di Carvelli (del 15/04/2004 @ 08:07:51, in diario, linkato 783 volte)

Ieri la mostra-compleanno di Luisa (Montalto) a San Lorenzo. Che dire? A me piacciono le cose che fa LUISA oltre alle ripetute ostilità dell'anno passato. Prima c'era Kerosene e anche la copertina del primo LETTI. Insomma una specie di passaggio del testimone ora che è pronta la nuova...ecco la vecchia. Ma mi piacciono assai anche el cose nuove di LUISA... Beh bella serata di chiacchiere e progettini...

www.luisamontalto.net

 

 
Di Carvelli (del 14/04/2004 @ 08:05:47, in diario, linkato 704 volte)

Ecco Sellerio. Nella sua inossidabile serietà. Fatta di sovraccoperte che fasciano cartoncini e carta vergata. La penultima fila è quella della prestigiosa serie di cartoncino curato con disegno a rilievo (meglio aggiunto, adeso alla copertina). In verde la saggistica di qualche tempo fa, alle volte anche in marrone chiaro. L'ultima fila è quella del nuovo: il cofanetto dedicato a Camilleri e al suo Montalbano animato. Al fianco la nuova veste della narrativa di cartoncino verniciato opaco.

 
Di Carvelli (del 13/04/2004 @ 19:46:43, in diario, linkato 1036 volte)

 

 

          

 
Di Carvelli (del 13/04/2004 @ 08:22:54, in diario, linkato 1981 volte)
Sì. Il primo libro che leggo di Sergej Dovlatov. NOIALTRI. E mi piace. Una specie di John Fante (ma i pragoni con Carver e Checov colgono un metodo se non il merito) iconoclasta cattivo arguto con varianti su una quotidianità e racconto di sé di ironia disarmante. Le pagine del racconto dell'incontro con la moglie valgono il libro intero. Se uno si domanda come ci si possa innamorare della inevitabilità o della vicinanza distratta o della consuetudine...ecco qui. Splendide le chiuse di capitolo...una in particolare...quella della morte della zia a caccia di refusi è splendida. L'URSS di Stalin e dei grandi poeti (su tutti l'Achmatova)...la Russia della vodka e l'ostilità ad ogni costo, quasi come una poetica. L'attesa di un futuro altrove pur se portato dalla nostalgia continua della propria terra ne fanno un libro sull'esilio da antologia. Splendido l'arrivo in USA su letti-tappeti e sul bilico di un capire cosa ne sarà di noi... poi... Mi sa che mi lancerò nell'opera omnia.
 
Di Carvelli (del 13/04/2004 @ 08:15:57, in diario, linkato 710 volte)

E ci sono anche dei bar parziali. Bella solo la macchina del caffè. O il bancone. Solo il pavimento. Solo il soffitto e così è il Caffè San Marco di Ascoli Piceno in via del trivio (che ha però un pavimento di plastica finto parquet) dove un vecchio legge il giornale con una lente di ingrandimento e c’è una clientela tutto sommato definita e confidenziale, borghese (quindi non è un bar sport). Ecco che bisognerebbe farle delle grandi classificazioni, delle partizioni, delle grandi famiglie di bar. Ma ci sono dei bar che sono belli tutti (genere caffè storici, in Italia un massimo di 150) e sempre ad Ascoli è il Caffè Meletti a Piazza del Popolo. Che dire. Vista stupenda in una delle più belle piazze d’Italia (Bergamo alta, Trieste…). Storia da ogni punto di vista. Impèaintito di legno (e andiamo!!!) con avvitati tavoli di ghisa e marmo. Un uccellino spennacchiato imbalsamato in una gabbia,

l’anisetta Meletti, il caffè e le paste. Aperitivi non troppo solitari (un sei tartine te le danno e anche con una specie di cura minima + patatine + noccioline), caffè corretto all’anisetta (d’obbligo). Ma c’è anche Fermo… anche qui piazza del Popolo dove insistono il caffè Lady di dozzinale cura interna ma con servizio ottimo e gastronomia non male e vista soprattutto ed è uno di quei bar da cui è bello guardar fuori.

 
Di Carvelli (del 09/04/2004 @ 09:33:39, in diario, linkato 712 volte)
Forse è che uno si aspettava molto e allora vede il capello ma il concerto pur bello mi ha lasciato (ci) dei dubbi. Partito con lentezza solo dalla metà è sembrato salire. Infatti all'inizio applausi contenuti poi cresce. Amalia non è animale da palco. ha il freno a mano tirato. La voce è bella anche se le critiche ricevute al disco (eccesso di gorgheggi) si rivelano sospetti legittimi o inviti all'attenuazione. La voce è poca ma intonata...stornelli romani... la voce c'è ed è al brivido dell'intonazioen e ciò è bello...ma rimane sul palco...è cerebrale bella ma fredda...Poi si scalda e migliora. Credo che Amalia farà grandi cose comunque perché è bravissima... con un grande produttore, un arrangiatore... farà balzi come tutti i buoni esordi inimmaginabili. Sul palco Amalia è un po' un cigno in terra e infatti canta meglio pure quando si agguanta al trespolo. Ma ripeto sono capelli o peli...rimane una grande. E' solo che sgrossare e togliere non le farebbe male come anche tiarre fuori cuore.
 
Di Carvelli (del 09/04/2004 @ 08:18:28, in diario, linkato 772 volte)

... Ancora copertine. Dal basso la Voland e l'Instar libri che ha una cura che in Italia conoscono in pochi oltre a delle scelte interessanti e di culto. Quelle della Voland hanno subito prima un radicale poi un lento miglioramento dagli albori un po' scolastici e ora sono davvero ad armi pari. Bella quella di Ovejero e di Salas pure. Per Iperborea e Adelphi di cui già parlai è sintomatico il carattere di definitività, di continuità. Un carattere prezioso che nasce da progetti chiari e buone esecuzioni, come anche da una concentrazione sui contenuti quasi maniacale (è maniacale nascere per pubblicare Scandinavi o è solo un esotismo? forse più la seconda che ho detto... Chissà quante cose sarebbero scappate però alle maglie troppo larghe dell'editoria italiana...Voland cerca altrettanto con l'Est). Adelphi. Una parola che subito suona mitteleuropa e sofisticazione (che brutta parola da manomissione di prodotto)...forse sono solo le critiche negative e l'invidia... ma ha miscelato grandi successi per donne a storia della letteratura e del pensiero soprattutto con variazioni in scala di tradizione e anticonformismo. La più odiata dagli italiani (dagli intellettuali italiani) ma anche la più ambita. Rimasta azienda famiglia quando altrove si acquisisce e ci si prostra al Capitale. E poi c'è e/o e che dire. Quanti libri amati ma le copertine.... Mi tocca sempre litigare. Almeno a me non piacciono anche se adoro l'impaginazione che ne fa uno dei libri di più facile lettura...sicuramente più delle calate di piombo larghe della Minimum che pure adoro. Le copertine e i litigi. Molti mi dicono e con ragione che la e/o fa copertine comunque riconoscibilissime e questo è vero e questo è successo. E io su ste cose capitolo ma ripeto...e specie per i tascabili... non mi piacciono. Qualche Carlotto.... la serie grande degli autori dell'est con quel cartoncino leggero battuto...ma per il resto onore a Ferri, uno dei più grandi editori italiani ma perplessità grafiche.

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