Affamato e inferocito, sapevo che nulla al mondo mi avrebbe costrtto al suicidio. Proprio in quel periodo avevo cominciato a capire l'essenza del grande istinto di conservazione, la qualità dui cui l'uomo è in sommo grado dotato. Vedevo i nostri cavalli sfiancarsi e morire - non posso esprimermi in altro modo, utilizzare altre parole. I cavalli non si distinguevano in nulla dagli uomini. Morivano a causa del Nord, del lavoro troppo gravoso, del cibo cattivo, delle botte - e anche se subivano tutto ciò in misura mille volte inferiore agli esseri umani, i cavalli morivano prima. E capii la cosa più importante: che l'uomo è diventato uomo non perché è una creatura di Dio, né perché nelle mani ha quella cosa straordinaria che è il pollice. Ma perché è FISICAMENTE più forte, più resistente di tutti gli altri animali, e poi perché in seguito ha saputo costringere il proprio spirito a servire con successo il corpo.
Di Carvelli (pubblicato @ 09:04:23 in diario, linkato 1026 volte)
Delle volte un cinema è un cinema. Ancora prima del film. Il DEI PICCOLI è così, un cinema da vedere prima che da vedere un film. Ieri prima di Enzimi a chiudere mi sono concesso un E' PIU' FACILE PER UN CAMMELLO... un film bistrattato che alla fine ho salvato nella sua pesantezza e nella sua insistita messa in ridicolo della ricchezza come classe. Un film sveviano ben recitato, un film a tema, anzi a tesi, e quindi non un film divertente a cui avrebbe giovato un po' di forbici. Ma mi sembra meritevole nel racconto di mondo. Con questo fantastico bellissimo Jean Hughes Anglade,un attore che mi stregò in Betty Bluee che non perde fascino al passare del tempo. Herlitzka bravissimo. Beh forse il prete è una figura un po' messa male lì, anche nel doppiaggio non perfetto di Calopresti.
Mentre attendiamo speranzosi ma anche un po' disperati notizie sulle simone Frattini è andato a trattare: Sharm el Sheik, televisioni... insomma un giro che sarà sicuramente foriero di buoni contatti. Che Allah ce la mandi buona!!!!