Immagine
 Il letto di ML... di Carvelli
 
"
Affamato e inferocito, sapevo che nulla al mondo mi avrebbe costrtto al suicidio. Proprio in quel periodo avevo cominciato a capire l'essenza del grande istinto di conservazione, la qualità dui cui l'uomo è in sommo grado dotato. Vedevo i nostri cavalli sfiancarsi e morire - non posso esprimermi in altro modo, utilizzare altre parole. I cavalli non si distinguevano in nulla dagli uomini. Morivano a causa del Nord, del lavoro troppo gravoso, del cibo cattivo, delle botte - e anche se subivano tutto ciò in misura mille volte inferiore agli esseri umani, i cavalli morivano prima. E capii la cosa più importante: che l'uomo è diventato uomo non perché è una creatura di Dio, né perché nelle mani ha quella cosa straordinaria che è il pollice. Ma perché è FISICAMENTE più forte, più resistente di tutti gli altri animali, e poi perché in seguito ha saputo costringere il proprio spirito a servire con successo il corpo.

Varlam Salamov
"
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Carvelli (del 01/12/2009 @ 09:01:12, in diario, linkato 578 volte)

SONO CONTENTO DI AVERTI CONOSCIUTO/HAI UNA PERSONALITA' MULTIPLA/HAI UNA PERSONALITA' DOPPIA/TANTI AUGURI XTUTTO E TUTTI/QUELLA PARTE LA'/QUESTA PARTE QUA/SEI UNA PERSONA DI UN'INTELLIGENZA CHE MI E' MOLTO VICINA/TANTE BELLE COSE/SEI UNA BELLA PERSONA/SEI UNA PERSONA PREZIOSA BACI BACI A DOMANITVB/QUELL'ALTRO CHE NON MI PIACE CHE ODIO/SEI UNO STRONZO VAFFANCULO/BUONANOTTE/SCUSA/OLA CHICO MI SEI MANCATO

Unisco in un blob serio sms mail e cose udite a voce tra le 17 di ieri e le 8 di questa mattina con rigorosa attenzione all'orario masenza indicazioni sulle persone che hanno costruito questo monologo/dialogo immaginarioa più voci e due sole orecchie, uno spettacolo per uno. Io (o noi).

">.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 01/12/2009 @ 12:31:14, in diario, linkato 565 volte)

Cara**

ti scrivo in una lettera breve quello che penso a proposito di quello che mi hai scritto. Prendo spunto da un libro meraviglioso che ho finito di leggere stamattina presto. Dovevano essere le sei e avevo messo in forno una crostata di albicocca. Non so perché l'ho fatto. Forse per ingannare questa sveglia anticipata. Ti scrivo una lettera su delle lettere. Il libro meraviglioso di cui ti dicevo infatti è composto in massima parte di lettere. E si parla di amore. Che è il tema su cui tu mi interroghi. Del poco che so, del poco che mi viene in mente lo inizio da questo libro di Inoue Yasushi che si intitola Il colpo di fucile. Il tema dell'amore vi compare in una forma diffusa che spazia tra l'amore filiale, quello materno, quello di coppia, quello fuori dalla coppia. Contro la coppia: dovrei dire per il senso comune che si dà all'amare chi ...è amato da qualcun'altro? Non so se esistono diritti e prmogeniture in amore. Ci sono pagine di una semplicità toccante ma è di una cosa sola che vorrei dire con questa lettera. Amare ed essere amati. E' di questo che si dice a un certo punto. L'autrice di una lettera si lamenta infatti di non ver amato abbastanza e se ne rincresce (capisce, ma è in punto di morte, che era l'altra la strada giusta). Vedi, ora sento di poterti dire che in tutte le tue parole non sento altra preoccupazione che quella di "essere amata". Uso le tue parole, te ne accorgi? Essere amata: abbastanza... da lui... per un tempo lungo... Come se fosse un ricatto, come se fosse un diritto. Quello che vorrei dirti è che davvero questa tua attesa non renderà la tua vita più leggera, la tua ricerca più contenta. So che sei affezionata all'idea di qualcuno che faccia cose per te. Che ti dimostri la tua importanza (tu dici "unicità", sì così dici) come se dipendesse dalla considerazione altrui. Il tempo è poco e forse non direi niente di notevole anche se avessi più minuti e più carta. Allora lo dico così. Come mi viene. Come un augurio. Spero che tu abbia la fortuna di scoprire prima del dolore di una mancanza di ritorno quanto puoi dare e nel dare avere da subito. Un ricevere che davvero per la prima volta ti farà sentire, completa, contenta, in pace. La tua piccola guerra di attese con cui stai aspettando un gesto ti sta annientando - questo sento. E confusa: una confusione in cui tutto e tutti sembrano alla stessa stregua, in una specie di videogioco in cui si passa un quadro o un altro e quello è amore (che poi è sempre amore che ti ama). Non posso essere più chiaro e sincero di così. Non sarebbe neppure giusto. So solo che il dolore che hai sentito dopo la fine della tua storia ha a che vedere con questo tuo mancato gesto. Non con il mancato gesto di qualcun altro (anche se le giustificazioni da questo punto di vista sono sempre a portata di mano). E purtroppo sarà ancora così altre volte. Forse non ci sarà più tempo. Forse il tempo non c'è mai. E così t'invito da subito ad amare e nell'amare a tradire te stessa. La te inflessibile e ferma che aspetta, che pretende. La paura che senti è la paura che provi di essere amata e sparirà solo quando le sostituirai la forza di amare. Fare il primo passo, un avvio anche incerto o fatto male, ti solleverà da quella paura della paura. Tradisciti, tradisci e vedrai che il dolore e la paura svaniranno. Sono riuscito a dire cose banali ma serviva che lo facessi. Perché è banale tutta questa storia, spero che tu te ne accorga.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 02/12/2009 @ 07:53:49, in Diario, linkato 591 volte)
Cala luna
cala pura
fatti muta
dentro me
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 03/12/2009 @ 09:14:35, in diario, linkato 575 volte)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 03/12/2009 @ 09:44:02, in diario, linkato 786 volte)
Nella varietà dei casi di ogni declinazione possibile metto insieme i lamenti e le perplessità di: lui che dice che "non è amore baciarsi sulle labbra, essere come fratello e sorella, avere affetto completo, un pensiero totalizzante ma nulla di più"; lei che si sorprende "di quanto possa diventare dilazionato il fatto di rivedersi, dei suoi rimandi continui, che in definitiva non si tratta di quanto lui c'è o non c'è ma di come"; di lei che mette insieme spasimanti nello stesso luogo e alla stessa ora per sentirsi al centro dell'attenzione, per tentare di colmare un vuoto che è solo suo e che non serve a completarla"; di lei che prende tempo nell'attesa indeterminata che si compia il miracolo della transustanziazione per la quale un'idea diventerà una persona, ma non c'è l'idea e la persona non c'è più; di lui che dà lezione di disponibilità senza che questa sia il braccio che ti porta via, la mano che ti trascina, l'abbraccio che ti lega".
Nella varietà dei casi di ogni declinazione possibile metto insieme frasi di persone che conosco e le iscrivo nella stessa fallace categoria di uan generosità offerta o richiesta senza che questa diventi altro che un pensiero personale e idealistico di qualcosa che se diventa vero (e non diventerà vero, non abbiate paura!) diventa meno di quello che sembra e più di quello che ci si aspetta. Ma senza aspettare, per favore.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 03/12/2009 @ 11:42:10, in diario, linkato 628 volte)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 04/12/2009 @ 09:08:20, in diario, linkato 1358 volte)

 

 

Il fucile da caccia è un libro del 1949 di Inoue Yasushi. E’ un romanzo breve imperniato essenzialmente su tre lettere che descrivono un amore adulterino. In definitiva è come se fosse un libro a quattro narratori più un narratore esterno a cornice che riporta con oggettività il tutto Un libro corale ma personale. Per persone (per punti di vista su uno stesso tema). Un libro dotato di una grande grazia, semplice ma toccante a tratti commovente (dubbio: perché infine quella frase della poesia del narratore esterno viene attribuita a un personaggio?). La commozione – parlo per me – mi è nata dal pensiero di un segreto che regge la vita. Delle vite rette da un segreto. Un imperfetto e perfetto non detto (non dicibile) che le determina e le sospinge un giorno appresso all’altro. Un segreto che finisce nella terra e nel non tramandabile.  

 

 

Qui di seguito ho copiato uno stralcio della lettera della figlia allo zio-amante della mamma:

 

 

 

 

“Dalla storia fra te e la mamma ho imparato che esiste anche un tipo di amore che non riceve, non può ricevere, la benedizione di nessuno. Quello tra te e la mamma era un amore che solo tu e lei conoscevate – e nessun altro”. Né la zia Midori né io ne sapevamo niente, e nemmeno i nostri parenti”.

 

 

 

 

Qui una riflessione della mamma nella lettera indirizzata all’amato/nte.

 

 

 

 

“Amare, essere amato… come sono tristi le azioni umane. (…) Quando, giunte alla fine della loro vita, serenamente distese, volgeranno il loro viso al muro della morte, tra la donna che ha goduto appieno della felicità di essere amata e la donna che può dire di avere avuto poche gioie ma di avere amato, a quale delle due Dio vorrà concedere il tranquillo riposo?”

 

 

 

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 04/12/2009 @ 12:13:14, in diario, linkato 661 volte)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 04/12/2009 @ 14:18:55, in diario, linkato 954 volte)

Stamattina mi sono svegliato con questa canzone che è citata (male per refusi editoriali) in un brano di cui vi faccio omaggio, due piccoli estratti da Kamasutra in Smart, un libro ormai uscito da diversi anni e credo ora esaurito. Qui Luna (capitolo 5) che ha incontrato il protagonista a seguito di un incidente lo invita ed esce con lui. Lei ha poco più di vent'anni lui ne ha quarantacinque. Sono due mondo lontani che si scontrano e cercano di recuperare anni e tempo facendo il gioco delle separazioni, come in questa scena finale rivissuta nel ricordo:

– Cerchiamo le cose che ci avvicinano, non quelle che ci allontanano – aveva detto una volta lei per distogliermi dalla cupezza e dalla pesantezza del tempo.
– Vediamo… Gli U2, Vasco Rossi, Pippo Baudo, fare trekking, il calcio… Sì, ma facciamolo anche con quelli che ci dividono…
– Sei il solito negativo.
– Io? Perché tu? Allora allora… il piercing, il commercio equo e solidale, il mobbing, il lavoro interinale, goldrake, yuppie du, uhuhuh ramaya…
– I consigli di fabbrica…
– Quelli si fanno ancora, credo.
– Il PCI, la verginità, Mao Tse-Tung, il perizoma, depilarsi il sesso...
– Basta, sei irriverente… ricominciamo con quelle che ci uniscono… il calcio-balilla, i Bee Gees, Van Morrison…
– E chi è Van Morrison?
Potevamo continuare per ore intere ad elencare parole e cose nel tempo, del tempo. Ci piaceva. Era il nostro gioco, il nostro modo per costruire ponti tra di noi oltre che con il sesso. Somigliava a quell’attimo di totale fluttuazione di personalismi in cui i musicisti accordano i loro strumenti producendo una polifonia dissonante ma gradevole, sospensiva e promettente. Ora lo giocavo da solo a casa. Mi accordavo senza Luna e senza magia. Non si può dire che le cose fossero migliorate.
 

 


Capitolo 5 – Nel quale la infili dappertutto



ECCO L’AUTO PICCOLA PICCOLA
Centri urbani sempre più congestionati, traffico sempre più convulso: sono questi i problemi che affronteranno gli automobilisti del 2000. E una soluzione, per creare maggiore spazio, visto che le strade non si possono allargare, è stringere le vetture. Anche a questo devono avere pensato i progettisti della “Smart”, al momento la più famosa fra le citycar. Anche se questa classificazione le sta un po’ stretta.
(smart - prove tecniche di Quattroruote)




Luna ha una guida audace. Una guida fatta di scarti improvvisi durante i quali io sono quasi meravigliato che nessuno al nostro lato, su due ruote, cada vittima di queste subitanee variazioni di viaggio. Andare avanti senza udire urti, tonfi mi sembra miracoloso. La sensazione è: essere dentro un missile, un proiettile, un siluro, una bomba. Siamo velocità con vento attorno, un bozzolo circondato di aria. Un motorino con le pareti. Tutto ci è vicino.
Non abbiamo molto da dirci. Non parliamo. E mentre andiamo penso che forse è stato un errore accettare l’invito ad una serata che non ha una sua logica precisa. Uscita irregolare di cui un giorno favoleggerò rimproverandomi indecisione, imperizia. Anche se ho detto la mia, se ho fatto la proposta che dovevo. Invitata a salire a casa ha detto “no”. Cosa significa un no? Quanta fermezza contiene? Deve avere un suo seguito? Un’altra domanda? Un nuovo invito? Un’attesa? È il codice miniato.
Ci infiliamo ovunque, tra le macchine strette ad un semaforo e andiamo. Verso un locale di via di Libetta. Non ci diciamo nulla. O poco. La macchina. Quando se l’è comprata. Non altro. Non temi più forti tipo “con chi vivi”. Il cellulare le squilla in una nuova polifonia. Non quella dell’altra volta. Lei guarda il display e lascia fare. Non dice nulla, non commenta. Tiene tra le mani la piccola farfalla argento e il filo male annodato attorno. Risquilla e lo riguarda. Nulla. Risquilla e solo un “uffa”. Trilla ancora con un’insistenza sicura. Lo rimette nel vano dietro il contachilometri che è spazioso e mantiene anche la sua borsetta. Rosa. Piccola.
– Perché la gente non capisce!?
– La gente?
– I ragazzi. I ragazzi della mia età.
– Ti avviso, mi stai dando del vecchio!
– No. Anzi. Io preferisco la gente grande, quelli come te. È come se non fosse necessario parlare. Non dico che capite di più.
– Lo prendo come un complimento?
– Non ti offendere! Ho detto solo che, a prescindere da tutto, non state lì a fare tante domande, a insistere. Con voi le cose sono più facili. Non c’è bisogno di stare ogni volta a rispiegare.
Squilla ancora la polifonia.
– Ah allora non vuoi capire, cazzo, e allora sai che faccio? Ti spengo.
E ce ne rimaniamo per un minuto in silenzio. Solo il jingle del software del cellulare che si disconnette.
– Che palle. Una è chiara. Ti dice non mi cercare. Non significa nulla.
– Cosa non significa?
– Le cose si fanno anche così senza sapere dove portano. Si fanno e basta. Mica bisogna stare sempre lì a spiegare. Ecco forse voi più grandi almeno non siete insistenti. Siete più abituati alle non-risposte, ai dubbi.
– Non ne sarei così sicuro. Shhh questa è una canzone dei miei tempi.
– All night long, la conosco anch’io, vedi?
– Sì, ma io avevo la tua età. Cazzo.
Frenata brusca. E retromarcia.
– Certo che non perdi il vizio tu?
– Neanche il pelo se è per questo. Cos’è che non ti va?
– Che freni senza guardare dietro.
– Ho guardato ho guardato – s’incazza.
– Diciamo che stavolta siamo stati fortunati che non c’era nessuno dietro.
– Uffa, ti ho detto che ho guardato! – si spazientisce.
– Toglimi la curiosità ma quante te ne fai al giorno?
– Di che? – sorride maliziosa.
– Di macchine.
– Pensavo di uomini?
– Pensavi male. Volevo sapere “quante ne tamponi” se no avrei detto “quanti”.
– Infatti io pensavo… quante …scopate…
– Quante?
– Tutte le volte che mi va. Ma tu volevi sapere delle macchine forse?
Non so cosa dire in alcune situazioni. Ma spesso non serve. Non siamo mica a portaAporta che devo avere una replica. Ecco una cosa sì l’ho capita, che il silenzio contiene tutte le risposte possibili mentre una risposta sbagliata tiene sicuro sicuro un errore.
Il parcheggio non è venuto male. Onore al merito. Ma magari è anche una tautologia viste le dimensioni della macchina. La strada è buia. Non c’è neppure quel caos di andature che minano la tranquillità poco più in là. Quelle divisioni scomposte che caricano le liste degli ingressi in discoteca: un nome con a fianco cinquanta, cento nomi. Truppe miste e vocianti, battaglioni di maschi e di femmine armati delle migliori intenzioni e del loro quartiere che trasmigrano in questo porto franco del divertimento portandosi dietro orgoglio di contrada e modi di dire solo loro. Come sarà successo che questa zona così marginale sia diventata la mecca del divertimento notturno? Gazometri, metri cubi di abbandono, piazzali delle verdure, stanziamento di frutta, magazzini con un futuro di buttafuori e P.R. Più in là addirittura un porto fluviale, caserme, ponti di ferro, una stazione a forma di toblerone con dietro marmo e tanto abbandono che consegue ad eventi irripetibili come i mondiali di calcio degli anni Novanta. Schillaci, Baggio e tante stazioni nuove poi abbandonate.
Karamu fiesta for ever all night long. Luna toglie la chiave dalla sua destra, vicino al piccolo cambio da videogioco e cadiamo nel silenzio. Nei primi attimi della stasi si decide tutto. Le operazioni di spegnimento, di chiusura, di assicurazione della macchina al marciapiede: sono attimi decisivi. Momenti che possono determinare un seguito. È interessante come possano risuonare le voci in un abitacolo così piccolo ma anche come possa riecheggiare il silenzio. Come se fosse una nota lunga tipo quella che senti quando esci da un concerto tornando nella quiete. Luna mi tiene gli occhi addosso come un gatto.
– Scommetto che non baceresti una ragazza in macchina.
– Perché?
– Per quelli come te la “Situazione Uomo/Donna” è casa, luci soffuse, musica d’atmosfera… Aspettate la pausa di un discorso. Volete un via libera. Vi aspettate un incoraggiamento. Sapete che le ragazze oggi sono intraprendenti, decise e…
– E sbaglio?
– No. Non sbagli.
Mi avvicino alle labbra di Luna, flettendo poco il busto, e creando l’eco di una bocca che si apre con tutta la risonanza del pieno che c’è dentro. La saliva, la lingua – come un pesce che ci nuota dentro a quest’acqua – i denti, le labbra. Tutta una serie di strumenti che poi suonano una piccola sinfonia di suoni bassi, acquitrinosi.
– Hai perso.
– Ho perso a parole. A mente ho vinto.
– Ah hai scommesso su due? Sei una a cui non piace perdere?
– Sono una a cui piace vincere. Ti dispiace passarmi le mani addosso?
– Su quale risposta hai scommesso? Su questa?
– Sì.
– Così?
– Così. Ma non così poco. Di più.
– Così?
– No, guarda.

 

 

 

 

">.

 

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Carvelli (del 09/12/2009 @ 08:38:38, in diario, linkato 543 volte)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4
Ci sono 174 persone collegate

< dicembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         

Cerca per parola chiave
 

Titolo
diario (3972)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019

Gli interventi pi cliccati

Titolo
casa (8)
diario (1)
Letti di Amicizia (81)
libri (7)
Roberto (9)

Le fotografie pi cliccate


Titolo

 


webmaster
www.lorenzoblanco.it








14/12/2019 @ 05:34:15
script eseguito in 489 ms