Immagine
 letto 2 di M e G a Lubriano... di Carvelli
 
"
Ne avevo viste troppe io di cose non chiare per essere contento. Ne sapevo troppo e non ne sapevo abbastanza.

Louis-Ferdinand Céline
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carvelli (del 23/06/2006 @ 10:11:17, in diario, linkato 1246 volte)
Dico cose brutte. Le penso. Prima le penso e poi le dico. Mi dibatto come un pesce. Salto di qua e di là come se cercassi la sponda d'acqua da cui provengo. In metropolitana sento un accento che non è di qui e penso a lì. Sono in fuga perenne. Mi piacerebbe domani non svegliarmi a quell'ora e non andare lì. Ora non vorrei essere qui. Stamattina volevo fare come se non dovessi andare da nessuna parte. Come se non avessi fretta ed ero felice. Ora vorrei pensare che se fossi altrove tutto sarebbe meglio o uguale. Che non è poi così necessario che io faccia questo. Che non conta il per sempre. Che conta ora. Che è importante questo. Che sto bene e che sono felice e che tutto il mondo lo sarà con me se io lo sono. Anche tu. E che non serve essere giusti, essere pari, essere uguali. Che serve solo essere veri. E felici.
 
Di Carvelli (del 22/06/2006 @ 14:27:22, in diario, linkato 1426 volte)

Abbracciare un albero senza fare finta che sia un essere umano ché non esiste un essere così corteccioso e rettilineo. Anche quando sono lunghi, anche quando sono larghi gli esseri umani sono colmi di irregolarità. E' per questo che piacciono. E' per questo che no. Ed è spesso per questo che non ci viene di abbracciarli alle volte. Ma abbracciare un albero è pure un'esperienza. Sì, imparagonabile, è vero. Ma inopinatamente diretta. Non respingente. Totalizzante. Senza rischi intensa. Ma finisce lì.

Questo albero è di Annamaria Ballarati

 
Di Carvelli (del 22/06/2006 @ 09:59:29, in diario, linkato 1211 volte)

Metropolitana. Ancora Michele Mari, ancora "Euridice aveva un cane" (il racconto omonimo): bellissimo. Ed ecco di nuovo il passato che ritorna. Ecco, mi dico perché ci leggo tutta la mia infanzia in campagna sulle rive del Fùcino. Ecco mi dico, ancora io negli anni come quando l'altroieri uno spiacevole campanello ha suonato una porta che volevo vedere serrata. Che è stata serrata anni fa e tale deve rimanere. Non aperta a convenienza o ufo. E dici che è finita? E guardi l'oroscopo e chiedi auspici? E disponi le carte sul piano alla ricerca di segni. E non è finita. Mi scrivi da lontano. Dal lontano degli anni senza che io riesca a fare zero del tempo, a ripensarlo nell'oggi. Non ora, almeno. Ma provo. Proverò (c'è un limite invalicabile di tempo al ricordo?). Intanto spunta una formica in viaggio su di me che viaggio in metro e mi ricordo delle blatte (eri appena arrivata a Roma, è la tua immagine di Roma?) addosso al barbone. Spunta una formica a mezz'ora dalla mia uscita da casa, frutto del mio piccolo prato asciutto di una sera di lenzuola calde senza che capiamo da dove arrivano le scampate. Sarà un'ennesima metafora del ricordo? E poi, uscendo dalla metro, i Tears for Fears. Tutto qui.
 
Di Carvelli (del 21/06/2006 @ 14:17:06, in diario, linkato 1297 volte)

Nuntereggae Più


Abbasso e alè
abbasso e alè
abbasso e alè con le canzoni
senza fatti e soluzioni
la castità
la verginità
la sposa in bianco il maschio forte
i ministri puliti i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
ladri di stato e stupratori
il grasso ventre dei commendatori
diete politicizzate
evasori legalizzati
auto blu
cieli blu
amore blu
rock and blues
NUNTEREGGAEPIU'
Eya alalà
pci psi
dc dc
pci psi pli pri
dc dc dc dc
Cazzaniga
avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musiello Antognoni Zaccarelli
Gianni Brera
Bearzot
Monzon Panatta Rivera D'Ambrosio
Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno
Villaggio Raffa Guccini
onorevole eccellenza cavaliere senatore
nobildonna eminenza monsignore
vossia cherie mon amour
NUNTEREGGAEPIU'
Immunità parlamentare
abbasso e alè
il numero 5 sta in panchina
s'è alzato male stamattina
mi sia consentito dire
il nostro è un partito serio
disponibile al confronto
nella misura in cui
alternativo
aliena ogni compromesso
ahi lo stress
Freud e il sess
è tutto un cess
ci sarà la ress
se quest'estate andremo al mare
solo i soldi e tanto amore
e vivremo nel terrore che ci rubino l'argenteria
è più prosa che poesia
NUNTEREGGAEPIU'
Ue paisà
il bricolage
il quindicidiciotto
il prosciutto cotto
il quarantotto
il sessantotto
il pitrentotto
sulla spiaggia di capocotta
Cartier Cardin Gucci
portobello e illusioni
lotteria a trecento milioni
mentre il popolo si gratta
a dama c'è chi fa la patta
a settemezzo c'ho la matta
mentre vedo tanta gente
che non c'ha l'acqua corrente
e non c'ha niente
ma chi me sente...
ma chi me sente
e allora amore mio ti amo
che bella sei
vali per sei
ci giurerei
ma è meglio lei
che bella sei
che bella lei
vale per sei
ci giurerei
sei meglio tu
che bella sei
NUNTEREGGAEPIU'

 
Di Carvelli (del 21/06/2006 @ 09:24:41, in diario, linkato 652 volte)

Euridice aveva un cane

Rileggo (?) "I palloni del signor Kurtz" da "Euridice aveva un cane" di Michele Mari ed è una perfetta metafora di questi giorni. I bambini giocano in una specie di libro Cuore e i palloni che calciano finiscono nel giardino del signor Kurtz che non li rende neppure sotto preghiere delle suorine ("Signorine"). A scavalcare e a scoprire il mistero ecco emergere lo strano collezionismo del signor K. (mi vengono in mente i racconti di Savinio). UN pallone, un vaso e una data. Anche l'aldiqua degli schermi televisivi di questi giorni ci urge un collezionismo di palloni mandati in tribuna e oltre fino ai nostri tinelli e salotti e cucine e monocamere...e sui vasi dovremmo scrivere i minuti più che i giorni. E allora noi che facciamo? Glieli ridiamo indietro oppure ce li teniamo in ostaggio questi palloni non nostri e non loro?

 
Di Carvelli (del 20/06/2006 @ 14:54:10, in diario, linkato 749 volte)

Balconi che sembrano consolati dell'Italia all'estero, piccoli comitati patriottici in quartieri polacchi della romana periferia. Mentre i muri lusingano il Sì e il NO con identico attaccamento al "fratellid'Italia" nazionale, l'11 di Lippi sta per affrontare la RepCeca. Mai come stasera, mai come domani e giorni prossimi l'italico patriota difende i colori della sua bandiera. Il bandierosterone è ormai in circolo vizioso. C'è da sperare che...

 
Di Carvelli (del 20/06/2006 @ 09:02:07, in diario, linkato 629 volte)

"Perché essere una ragazza se puoi essere una dea?" Così una pubblicità stamattina all'alba. Io riponevo il libro di ieri della Mansfield ("La passione della scrittura") e prendevo il Proust di "Sulla lettura". Mi attardavo sul passo in cui lo scrittore francese decanta il potere fantastico dei libri letti in età giovanile. Il fantastico determinato dall'atmosfera di quelle letture così lontane nel tempo e di quei generi così in voga per quegli anni e trasudanti colore e nuvole. Il Capitan Fracassa, per esempio, da cui legge: "Il riso non è per sua natura crudele; distingue l'uomo dalla bestia, e, come ben apparisce nell'Odissea di Homero, ellenico poeta, è attributo degli dei immortali e felici che ridono a sazietà risate olimpiche negli ozi eterni".

 
Di Carvelli (del 19/06/2006 @ 14:36:36, in diario, linkato 644 volte)
Un piede avanti all'altro e vanno a mensa o al bar per il caffè. Le parole sollevano il velo del niente della forma. Gratifiche e promozioni. Promozioni e gratifiche. Buoni e buoni. Mai buoni a nulla. Il mio grado. Il tuo grado. E' tempo di scrutini. Di promozioni o di previsioni. Ma fermarsi è più simile a retrocedere e molte cose vengono date per scontate. Tipo: meriti, demeriti, diritti, doveri. Un piede avanti all'altro e finisce la pausa-pranzo. Senza premi se non immaginari. Pensati. Prefigurati. Attesi.
 
Di Carvelli (del 19/06/2006 @ 09:09:50, in diario, linkato 650 volte)

Ogni tanto ci si apre un vuoto ed è come se fosse un piccolo squarcio di niente sul niente. Non è definitivo quello che pensiamo, né quello che scriviamo, né niente di quello di cui abbiamo avuto esperienza sinora lo è. Alla fine il tempo sta meglio sugli oggetti che su noi. Lì produce danni, lì segna enfasi o riprove. Meglio è quello che accade in un seminterrato, nell'estemporaneità di una metropolitana fuori dall'orario di punta. Noi, siamo unacartina muta: si vede tutta la nostra geografia di dolori o piaceri ma non se ne individuano tempi e cause e alla fine sembriamo un rebus senza numeri (e quindi senza parole). Meglio gli oggetti, meglio gli ambienti. Specie se vuoti. Meglio pensare così e andarsene in giro con questo mite proposito dell'inferiorità rispetto alle cose o solo un pareggio, un uguale, un come tutto il resto. Niente di speciale, insomma.

I quadri qui riprodotti sono di Andrea Chiesi (Modena 1966).

 
Di Carvelli (del 16/06/2006 @ 16:07:43, in diario, linkato 568 volte)
Nient'altro, tutt'altro: oggi parlavo così: per grandi partizioni di cose, deciso, definitivo, per insiemi compiuti. Domani sarò più indeciso ma forse poi risceglierò questo parlare per tutto e niente. Tutto e niente.
 
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