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 Il letto di Padova... di Carvelli
 
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“Ascolta. Più sono gli uomini che hai avuto e più ti amo. Capisci quel che voglio dire?” “Perfettamente”. “Odio la purezza, odio la bontà! Voglio che la virtù non esista in nessun luogo, e che tutti siano corrotti fino al midollo”. “E allora, caro, dovrei essere proprio il tipo che fa per te, perché io sono corrotta fino al midollo”. “Ma ti piace? Non sto solo dicendo se ti piaccio io, voglio sapere se ti piace fare l’amore in quanto tale”. “L’adoro”.

George Orwell
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carvelli (del 02/10/2007 @ 11:42:40, in diario, linkato 559 volte)
Del Maresciallo nessuna traccia ma oggi ho incontrato Roberto ("Roberto tu, Roberto io" ci salutiamo) che è un ragazzo "diversamente abile" come ci viene consigliato di dire. Ci facciamo insieme un sacco di risate. Lui è carino: mi racconta tutta la sua storia fisioterapica, i suoi guai. Ma col sorriso. Pedala: si scherza. Fa la ruota (una specie di timone a muro che fa roteare): ridiamo. Arriva la mamma e mi presenta: "lui è il mio amico...si chiama come me, Roberto". E' tutto così semplice.
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Di Carvelli (del 03/10/2007 @ 10:39:51, in diario, linkato 1263 volte)

Seguo da un po' e mi è capitato di citare poesie di Franca Mancinelli. La poesia che avrei voluto citare è questa (la sentii molto tempo fa su Radio24). Mentre mi viene fatto notare che in un vecchio post c'è il bianco sopra il suo nome. E invece...e invece è che la poesia è scritta in bianco ma evidenziandola riappare (lo scopro anch'io solo ora e caspisco che è colpa della nuova impostazione del blog). Che fare a questo punto? Lasciare al mistero e all'improvvisazione o cambiarle colore? Nel frattempo ricito una poesia di Franca Mancinelli. Quella che poi è questa.

smetto di piangere solo

quando il motore è acceso:

le immagini scorrono, chiudo gli occhi

nel sedile dietro mentre guidi

sulle strade in collina dove il cielo

traspare dalle foglie.

Non farti accorgere, non dirmelo

che la fuga s'è chiusa in un cerchio,

non darmi questo mondo fermo

di cose intonacate e appese

se mi abbracci non posso

dare la guancia al buio, ti chiedo

lasciami come un gatto lontano

alla svolta, sul ciglio di una strada

dove s'aprono valli

di viti e ulivi e non trovo la casa.



*



quanto paziente ostinato amore

nel gesto che fai di muovere passi

avanti e indietro nella sala, mentre

col braccio e un ginocchio fingi

di addolcire una cuna sulla sterrata



come dondola il mondo e le cose

di nuovo tremano, anch'io

sarò nel buio.

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Di Carvelli (del 05/10/2007 @ 09:58:40, in diario, linkato 731 volte)

Cari amici e lettori

nel 2004, come qualcuno di voi sa, ho pubblicato una guida letteraria che si chiama Perdersi a Roma. Guida insolita e sentimentale. Uscì per un piccolo editore ma ciò nonostante fu un piccolo caso almeno nella Capitale (se ne parlò, furono fatte delle ristampe, scattò un passaparola molto semplice e senza cordate di illustre sostegno). Dopo sono uscite diverse guide e la cosa non poteva che farmi piacere e me lo fa ancora. Ora scopro da un'informativa Feltrinelli che quell'editore (Feltrinelli) sta facendo uscire un libro con un titolo che gli somiglia molto Mi sono perso a Genova.Una guida. Lo scrittore si chiama Maggiani, l'editore - mi ripeto - Feltrinelli. Mi sento in diritto (per quel che può servire) di segnalare la fastidiosa somiglianza: a) è una guida letteraria, b) di una città (sì ho capito, non Roma), c) la scheda di presentazione sembra promettere uno sguardo simile (sì lo so, ogni scrittore ha quel suo approccio laterale con i luoghi..ecc...ecc...). Ma non si poteva chiamare altrimenti? Perché almeno nel titolo (non dico nella scheda editoriale) non ha cercato altre categorie di confronto, un altro sentimento? Il sogno e il notturno che sembrano le cifre di quell'autore? Non so... A parziale giustificazione dell'editore (grande) e dell'autore (arcinoto) c'è il fatto che il mio libro è uscito per una casa editrice piccola che pure aveva con sforzo garantito due pubblicità sul giornale nazionale laRepubblica (una in prima pagina). Ma - mi domando - come mai il libro è citato persino in un blog turco(immagino sia turco) e in un sito giapponese, ne sono stati registrati CD da un centro bresciano di lettura per non vedenti, è stato adottato da una cattedra universitaria per la preparazione di un esame? Di Maggiani non posso pensare male (apprezzai a suo tempo La regina disadorna, intervistai l'autore) e sono sicuro che ci offrirà un bello sguardo su una città che amo molto ma per non pensare male almeno di me mi sono permesso di far conoscere questa singolare somiglianza inviando ad alcune autorevoli voci dell'informazione in Italia (per quel che può servire) la seguente lettera (la versione in alcuni casi è diversa ma più o meno...).

Gentile .......

 

Vengo a sapere da un’informativa della casa editrice Feltrinelli che sta per uscire il libro di Maurizio Maggiani, autore che pure  apprezzo, Mi sono perso a Genova. Una guida. Rimango sorpreso dalla analogia con il mio Perdersi a Roma. Guida insolita e sentimentale uscito per un editore più piccolo (edizioni interculturali) nell’estate del 2004. Non ho elementi per pensare che la guida, che non ho letto, dello scrittore Premio Strega abbia altre affinità ma, d’acchito, mi sento in diritto di far presente questa fastidiosa conformità che unisce tre ingredienti difficilmente controvertibili: la guida (il genere letterario), il perdersi (come categoria gnoseologica), la città (qui Roma lì Genova).

Di guide “storte”, dopo quell’estate 2004 (ma certo anche prima), ne sono state pubblicate molte (quella di Marco Lodoli Isole. Guida vagabonda di Roma – 2005 e quella di Fulvio Abbate Roma guida non conformista alla città – 2007, per citare solo le più note). La prossimità di Mi sono perso a Genova al mio Perdersi a Roma, però, viene fuori ancora di più  proprio perché adotta la stessa idea personale (personale di me Carvelli) che sottende tutto il mio lavoro: l’idea del perdersi, dello smarrimento, del perdersi metafisico insieme a quello geografico. Almeno così promette quel titolo. Si tratta della solita vergognosa questione del saccheggio intellettuale ad opera dei grandi (autori ed editori) che continuano a crescere a danno dei piccoli (autori ed editori) che continuano ad essere ignorati (dai grandi editori, dalla critica)?

A rischio di apparire pedante segnalo a caldo alcuni elementi di contatto.

 

Mi sono perso a Genova.
Una guida
di Maurizio Maggiani
Materiali tratti dal sito Feltrinelli, dalla newsletter informativa, dalla scheda del libro

·           Non ci sarà tutta Genova, ma solo la parte che possiedo, quella che porto con me, quella che mi rimane.

·           Non ci sono molti monumenti in questo volume. O almeno non i monumenti canonici.

·           Un viaggio romantico

·           Ma è anche un viaggio interiore nella città di Genova

·           Luoghi che coincidono con la memoria della città e al contempo con la memoria che lo scrittore ha del suo rapporto con la città.

·           Le sue fabbriche, ci sono i vicoli che salgono dal porto, ci sono l’area collinare e il mare-operaio.

·           Una città in cui è più facile perdersi che trovare la prospettiva che tutta la contiene.

 

Il titolo poi cambiato in Mi sono perso a Genova era Guida per perdersi a Genova, come si arguisce chiaramente dal seguente link

http://www.palazzoducale.genova.it/inaviga.asp?pagina=7821

 

 

Perdersi a Roma.
Guida insolita e sentimentale  
di Roberto Carvelli

Materiale, in ordine sparso,  tratto dalla quarta di copertina, dalla prefazione, dalla scheda editoriale

·           Una guida sbilenca, un percorso di paesaggi che non trova posto nell’ufficialità delle guide.

·           Guida insolita per assenza di riferimenti canonici

·           È una guida fuori centro dove la città viene mostrata nei suoi luoghi più insoliti e meno turistici.

·           Una romantica non-guida dove Roma è soprattutto un sentimento. E perdersi, un capriccio del cuore.

·           È un invito a lasciare le strade principali delle mappe consuete per perdersi nei risvolti. intimi della metropoli, un atto d'amore verso una città che è possibile continuare a scoprire

·           Una  guida insolita di Roma inadatta a dare coordinate, a rendere governabile l’intreccio di vicoli, strade, percorsi attraverso itinerari riconoscibili. I posti su cui ci invita a fermarci sono discariche, ospedali, cantieri, piccoli cinema, bar fuori mano, con uno sguardo laterale, con una leggerezza speciale nel passo. Una guida che ci accompagna nel dimenticare la strada.

·           Una non-guida e un invito a perdersi

 

 Sono tante le domande che mi pongo ma, prima di tutte le altre: chi tutela la piccola editoria sommersa, spesso bacino di stimoli letterari a cui attingere, chi tutela me che vivo e scrivo nella solitudine e a margine da amicizie potenti, cordate, grandi gruppi editoriali? 

 

 

So che il suo .....è interessato a dare voce alla questione non secondaria della proprietà intellettuale dei diritti e mi piacerebbe per questo una sua attenzione, una risposta, privata o pubblica.

 

Cordiali saluti

Roberto Carvelli 

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Di Carvelli (del 11/10/2007 @ 11:55:21, in diario, linkato 2125 volte)

L'aereo ha fatto qui e lì. Così. Sbandamenti nel bianco delle nuvole. Uno, al mio fianco, ha detto "turbolenze" e mi sembrava che parlasse di qualcosa di caratteriale o fisico. Un malessere, insomma. Marsiglia vista dall'alto a qualcuno è sembrata Palermo. "Certe città si somigliano tutte" ha detto una signora in accento siciliano. La baguette al tonno non sapeva di nulla. A nulla è servito aggiungere una salsa in bustina. Un signore ha detto "qui tutto costa di più", una ha fatto sì e indicando il suo lungo bibitone ha detto "questo caffè...che poi...caffè?...1 euro e 30...capito? unetrenta!"

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Di Carvelli (del 11/10/2007 @ 14:28:26, in diario, linkato 612 volte)
La signora - più vasche di me - ora sta quasi a trenta. "A trenta esco dice". Che non si chiede l'età a una donna sì. E' così. Ma lei la dice. E' lei a dirla. Fa una mano di cinque dita complete e poi una di due dita. E ancora una mano e tre dita dell'altra. "78!?" faccio io incredulo. "Sì" fa lei "scusa ma devo uscire e c'è il marito che è venuta a prenderla". Si fanno un cenno e vanno. Lui fuori. Lei nello spogliatoio.
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Di Carvelli (del 12/10/2007 @ 11:49:49, in diario, linkato 638 volte)
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Di Carvelli (del 15/10/2007 @ 10:16:57, in diario, linkato 621 volte)
Vasche e Petrarca. La mia vita come una bracciata nel vuoto di una piscina di sabato nell'ora del pranzo. Manate nell'acqua, tra le lettere del nostro grande poeta e il cloro. Anche le parole di Petrarca non se ne vanno come l'odore della piscina nel costume pure se sciacquo con cura.Leggere e nuotare come uno stesso mare. Ogni cosa si fa vuota. Ogni persona si fa nulla. Il tempo sprecato e quello utile al nulla - unica speranza di pienezza vera.
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Di Carvelli (del 15/10/2007 @ 12:13:25, in diario, linkato 612 volte)
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Di Carvelli (del 15/10/2007 @ 14:35:02, in diario, linkato 625 volte)

Dunque. La domanda è andarlo a  vedere oppure no? (Scrivo di Angel di Ozon) La risposta è "Andare". La domanda è: è un film in costume? La risposta è "no" (nonostante i costumi). La domanda è: ti è piaciuto? La risposta è: Doveva piacermi? Era lì per quello? E la controrisposta è "no". Ricominciamo. Ozon è uno dei registi più geniali (e giovani) di questa ultima geenrazione. Un regista che pensa in grande (in un Paese che lo aiuta a farlo). Nessuna opera è uguale all'altra e stranamente i film si succedono senza una continuità apparente. Avevamo appena liquidato una (bellissima) storia di morte annunciata (ma è uscito? forse no: io lo vidi in una rassegna dedicata a Ozon), una storia tragica, dispoerata e ora ecco una nuova disperazione ma melò. Era tempo che auspicavo le retroproiezioni e da chi potevamo aspettarcele? Ma da lui, è chiaro. Io il film lo andrei a vedere, assicurandomi ad una poltrona comoda e fugando tutte le lusinghe della fuga. Affrontando un primo tempo irritante (che vuole irritare) e lezioso (vuole esserlo) verso un secondo tragico (nella più classica delle tradizioni-definizioni del genere). Incredibile la grande facilità con cui Ozon pensa e realizza i film, pensando difficile e realizzando facile. Non ho ancora detto dei contenuti/temi. In breve: storia d'amore (amore?????? e soprattutto: storia?????) e vita sognata (in realtà immaginata) vs. vita realizzata (in ultimo reale).  Dunque? Siamo in attesa di un cartone animato. Tragico.

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Di Carvelli (del 16/10/2007 @ 12:28:29, in diario, linkato 1145 volte)

Mi fa notare una delle mie più presenti e attente lettrici (AA a cui va il mio sentitissimo grazie) che il tema del nuoto merita una riflessione in più. E mi suggerisce la definizione di wikipedia in effetti singolare. La riporto.

Il nuoto è il metodo con cui gli esseri umani (o altri animali) si muovono nell'acqua. Il nuoto è una popolare attività ricreativa, in special modo nei paesi caldi e in aree dotate di corsi d'acqua naturali. Il nuoto è anche uno sport competitivo. Il nuoto porta diversi benefici per la salute.

Non conosco bene gli altri animali e fatico anche a riconoscere gli animali-uomini-donne (che siano). D'altronde fra un po' rivado a vorticare nell'acqua...e ci vado con questa consapevolezza enciclopedica in più. Il dubbio è: ma delle volte, visto da fuori (spero non visto da dentro l'acqua, dai compagni di corsia) mi domando...ma delle volte appaio come un villeggiante nella piscina di un grande hotel vacanziero? E se fosse? La definizione dice "muoversi nell'acqua" d'altronde.

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