Cogliamo fiori, prendili tu e lasciali sul grembo,/ e che il loro profumo renda soave il momento -/ questo momento in cui tranquillamente non crediamo in niente,/ innocenti pagani della decadenza./ Almeno se sarò ombra prima, ti ricorderai poi di me/ senza che il mio ricordo ti bruci o ti ferisca o ti commuova,/ perché mai intrecciammmo le mani, né ci baciammo,/ né fummo altro che bambini.
Di Carvelli (pubblicato @ 09:26:26 in diario, linkato 941 volte)
">. Non dico che il bicchiere deve essere pieno ma si deve vedere che c'è dentro. Un sorso non basta. Meglio un paio di dita mano d'uomo. Penso. Puliva le soglie dei bordelli per sentire i dischi, poi ha fatto la puttana. Un mestiere come un altro anche per una voce bella come la sua. Un mestiere per sfangarla. Puttana. Billie Holiday. Mi chiedo se posso fare qualcosa ancora per lei. Ci deve essere un modo per influire ancora sulle vite degli altri. ">. Leggo un paio di racconti di Murakami. In uno un ragazzo taglia prati di ville. Con cura. Ci perde un po' di tempo. Ci passa ore con una meticolosità non richiesta. Incappa in una casa dove c'è una donna che ha davvero bisogno di lui. Non del suo meticoloso falciare. In un altro modo. Gli apre stanze, gli domanda giudizi sulla figlia che non c'è in base agli oggetti che ha nella cameretta. Tutto qui. Bisogno di parlare. Il ragazzo con cui sono tornato a casa - ci siamo separati una mezz'ora fa - fa il giardiniere. E' giovedì. In tutto sono sei sorsi. E' mezzanotte. Quanti siamo nella stanza. Conto.