E poi, Machado, le tue poesie!/ E' un po' come quando un uomo di mezz'età/ s'innamora un'altra volta. Una cosa bella da vedere/ anche se un po' imbarazzante./ Ho fatto qualche sciocchezza, tipo metter su il tuo ritratto./ E andavo a letto con il tuo libro/ per averlo a portata di mano. Una notte un treno/ è passato nei miei sogni e mi ha svegliato./ E la prima cosa che mi è venuta in mente, con il cuore a cento,/ nella stanza buia è stata:/ va tutto bene, tanto c'è Machado./ E poi sono riuscito ad addormentarmi.
Di Carvelli (pubblicato @ 09:26:26 in diario, linkato 866 volte)
">. Non dico che il bicchiere deve essere pieno ma si deve vedere che c'è dentro. Un sorso non basta. Meglio un paio di dita mano d'uomo. Penso. Puliva le soglie dei bordelli per sentire i dischi, poi ha fatto la puttana. Un mestiere come un altro anche per una voce bella come la sua. Un mestiere per sfangarla. Puttana. Billie Holiday. Mi chiedo se posso fare qualcosa ancora per lei. Ci deve essere un modo per influire ancora sulle vite degli altri. ">. Leggo un paio di racconti di Murakami. In uno un ragazzo taglia prati di ville. Con cura. Ci perde un po' di tempo. Ci passa ore con una meticolosità non richiesta. Incappa in una casa dove c'è una donna che ha davvero bisogno di lui. Non del suo meticoloso falciare. In un altro modo. Gli apre stanze, gli domanda giudizi sulla figlia che non c'è in base agli oggetti che ha nella cameretta. Tutto qui. Bisogno di parlare. Il ragazzo con cui sono tornato a casa - ci siamo separati una mezz'ora fa - fa il giardiniere. E' giovedì. In tutto sono sei sorsi. E' mezzanotte. Quanti siamo nella stanza. Conto.